9.6.09

Palermo - Bimba muore cadendo dal quarto piano.

PALERMO (8 giugno) - Tragedia nella tarda serata di ieri a Palermo, dove una bambina di 4 anni, Sofia Chiavetta è morta cadendo da una finestra del quarto piano dell'Hotel San Paolo di via Messina Marine mentre c'era una festa per una prima comunione. La bimba sembra che stesse giocando con un gruppo di coetanei negli ascensori dell'albergo.
Giocava con gli amichetti negli ascensori dell'hotel. All'improvviso Sofia si sarebbe persa e si sarebbe trovata da sola al quarto piano, dopo che si era infilata nel montacarichi al 14° piano. Così, impaurita avrebbe aperto una finestra cadendo nel vuoto da un'altezza di oltre venti metri. Sono stati gli altri bambini che non vedevano più Sofia a dare l'allarme. Ma per la piccola non c'era più niente da fare, dopo un volo da 20 metri.
Genitori indagati per omicidio colposo. La madre era scesa in strada a cercare la figlia e da sotto l'ha vista precipitare dalla finestra, Sofia era figlia unica. I genitori come atto dovuto saranno iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo per l'omesso controllo della bambina.
Direttore hotel: immagini agghiaccianti «Una tragedia tremenda voluta da un destino che pare ineluttabile». È ancora sotto shock Marcello Pizzuto, direttore dell'hotel San Paolo Palace dopo aver visionato le immagini delle videocamere di sorveglianza piazzate lungo i corridoi che hanno ripreso gli ultimi istanti di vita della piccola Sofia Chiavetta. «Sono fotogrammi agghiaccianti», dice. «Si vede la bimba che esce dall'ascensore e si ritrova sola al piano. Ha paura, chiama, ma la zona a quell'ora era vuota. Allora, in preda al panico tira a terra un portacenere e la macchina per pulire le scarpe. Poi imbocca un corridoio, torna indietro. Apre diverse porte - una che dà su un magazzino-. Poi va verso l'ascensore che si apre per un istante. Solo che la bimba non fa in tempo a salirci perchè qualcuno lo chiama da un altro piano». Sofia, allora, sempre più impaurita si infila in un corridoio. Ai lati ci sono le porte delle stanze, lei lo percorre tutto. Davanti a sè ha l'uscita di sicurezza, a sinistra una porta che potrebbe essere la sua salvezza: dà sulle scale. La piccola, però, non sa leggere, spinge il maniglione e si trova su un ballatoio di circa 3 metri quadrati. Avrebbe ancora una chance: a sinistra c'è un'uscita d'emergenza che porta alle scale di sicurezza. «Era tutto buio - ricostruisce il direttore (le immagini si fermano a quel punto n.d.r.) - non si è resa conto che aveva una possibilità. È andata dritta verso il muretto di un metro e 20 che circonda il ballatoio aperto e, probabilmente, ha fatto forza sulle mani si è aggrappata, ha perso l'equilibrio ed è volata giù». «È come se davvero il suo destino fosse segnato - conclude - Nonostante le ripetute vie d'uscita incontrate è andata dritta verso la fine». (ilmessaggero.it)

Milano - Guerra delle gang latino americane. Un morto e due feriti.

MILANO (7 giugno) - Un ecuadoriano di 26 anni, David Stenio Betancourt Noboa, è stato ucciso a coltellate stamani all'alba a Milano in un'aggressione legata alla rivalità fra gang latinoamericane. Ferite altre due persone.
L'aggressione. Il delitto all'uscita da un locale in via Brembo, il Thini, un ristorante-discoteca. Un gruppo di una decina di persone, tra italiani e sudamericani, i New York, sono stati aggrediti. Secondo le testimonianze gli aggressori sarebbero i Chicago che avrebbero bersagliato i rivali con sassi e cocci di bottiglia prima di tirar fuori i coltelli.
L'ipotesi è che l'agguato finito nel sangue sia dovuto a rivalità, forse per il controllo del territorio o forse per una ritorsione per qualche sgarro, tra le due gang latinoamericane.
La vittima è stata colpita, non si sa ancora se con un coltello o un cacciavite, alla schiena, al fianco e all'addome, sotto lo sterno. Quest'ultimo sarebbe stato il colpo mortale. I due feriti, anche loro ecuadoriani, Andres M., 21 anni, regolare e senza precedenti, e Carlos A., 22 anni, con precedenti per lesioni e rissa, accoltellato alla schiena.
La cognata: volevano uccidere un altro. «Volevano uccidere un altro al quale l'avevano giurata da anni, uno che avevano già condannato nel 2002 e invece hanno colpito a caso e hanno preso lui». Lo ha raccontato Katy, 24 anni, una familiare della vittima. La ragazza racconta che da quando era uscito da prigione «era tranquillo, faceva il baby sitter al figlio di suo fratello per guadagnare qualcosa». I Chicago, racconta, ieri sera non vedendo la persona alla quale «l'avevano giurata, ne hanno preso uno a caso perchè pagasse per tutti». Il suo fidanzato ha raccontato di aver visto David Stenio ieri pomeriggio a Precotto in un parco dove hanno giocato a calcio e hanno bevuto qualche birra e che la vittima ieri sera non avrebbe dovuto andare in discoteca: «evidentemente ha cambiato idea. Quando l'ho saputo - ha detto il giovane - non ci potevo credere». (ilmessaggero.it)

Ferrara - Tenta di difendere una ragazza da un'aggressione. Ucciso dal fidanzato di lei.

FERRARA (7 giugno) - E' stato ucciso con una coltellata mentre cercava di difendere una ragazza che, vittima di ripetute aggressioni da parte del suo compagno, si era rifugiata in un bar. E' accaduto a Ferrara in un bar di via Foro Boario.
La vittima è Massimo Ferraresi di 34 anni, l'aggressore, arrestato dai carabinieri con l'accusa di omicidio è David Bisella, 42 anni,di Castelmassa (Rovigo), che da alcuni mesi abitava con la fidanzata in casa della giovane, poco lontano dal bar Shell dove è cominciata la lite che è sfociata nell'uccisione.
Tutto è cominciato poco dopo la mezzanotte quando la fidanzata di Bisella è entrata nel locale con i segni evidenti dell'ennesima violenza. Gli avventori del locale, una decina di persone, hanno soccorso la ragazza, parlandole per spingerla a lasciare quell'uomo violento. In quel momento è arrivato Bisella, che ha cominciato ad inveire contro gli avventori.
Ne è nata una rissa, nella quale Bisella è stato più volte colpito al volto. L'uomo si è a quel punto allontanato per tornare armato con un coltello da cucina dalla lama lunga 20 centimetri. I presenti nel bar e i conoscenti della ragazza lo hanno visto arrivare e gli sono andati incontro, ma Bisella ha colpito Ferraresi al petto, il primo a pararsi davanti a lui, affondando con forza la lama nel torace.
Bisella si è dato alla fuga, ma è stato bloccato dai carabinieri a poche centinaia di metri dal luogo del delitto. Ferraresi è morto durante il trasporto all'ospedale. Bisella durante l'interrogatorio del magistrato che conduce l'inchiesta, il Pm Filippo di Benedetto, non ha voluto rispondere ad alcuna domanda.
Testimonianze. «Qui Bisella lo conoscevano in tanti. Si sa che è una persona violenta, abituata a risolvere le questioni menando le mani» ha raccontato uno dei presenti. (ilmessaggero.it)