12.5.09
Lecce - 15enne si impiccca perché i genitori non la fanno uscire.
LECCE (12 maggio) – Un'uscita con gli amici negata. Il rifiuto di accompagnare i genitori ad una cerimonia volendo stare invece con i propri compagni ha fatto scattare la punizione: allora resti a casa e lei, 15 anni, non ha retto e si è tolta la vita, impiccandosi con un lenzuolo. È successo nella provincia di Lecce e sul posto sono intervenuti i carabinieri di Campi Salentina. Da una prima ricostruzione degli investigatori, la giovane, che frequentava un istituto magistrale, si sarebbe tolta la vita perchè i genitori le avevano impedito di uscire, domenica scorsa, con gli amici. Dai primi accertamenti è infatti emerso che la ragazza non aveva voluto andare a un battesimo insieme ai suoi perchè preferiva vedersi con degli amici, a quel punto i genitori le avevano detto che se non avesse partecipato al battesimo sarebbe dovuta rimanere a casa. La ragazza aveva deciso di restare a casa e, al ritorno, i genitori l'hanno trovata morta. (ilmessaggero.it)
Napoli - Freddato davanti al bar.
NAPOLI, 11 MAG - Un uomo e' stato ucciso in un agguato avvenuto nel pomeriggio in via Vergini, nel centro antico di Napoli. Si tratta di Mariano Bacio Terracino, 53 anni, gia' noto alle forze dell'ordine. Sul posto sono giunte alcune pattuglie dei carabinieri. La vittima si stava trattenendo dinanzi ad un bar della zona quando e' stato raggiunto da uno sconosciuto che ha sparato un solo colpo al capo. L'assassino poi si e' allontanato velocemente lungo le strade del quartiere. (ansa.it)
Urbino - Uomo muore in fila. I turisti lo fotografano.
URBINO — Un cadavere in piazza, sotto il sole delle 11. Turisti ordinatamente in fila per visitare la mostra di Raffaello a Palazzo Ducale. Gruppi di bambini che si avvicinano festosamente al Duomo per celebrare le comunioni. Mani pietose hanno appena coperto con un lenzuolo bianco quel corpo senza vita, crollato a terra pochi minuti prima, forse per un infarto, forse per un ictus. Dal gruppo dei turisti, all'improvviso, parte un flash, poi un altro ancora. Qualcuno se ne accorge, ma sul momento non capisce. Non ci sono Raffaello da immortalare, è ancora troppo presto. Poi tutto diventa assurdamente chiaro: è il cadavere il bersaglio di quegli improvvisati paparazzi del macabro. Curiosità horror.
«Ma che fate, smettetela! — urla un vigile urbano —. Vi sembra questo uno spettacolo da riprendere?». La mostra di Raffaello, a Palazzo Ducale, ha aperto i battenti da poco più di un mese e ha già superato le 50 mila presenze. Racconta il Raffaello giovanile: 20 dipinti e 19 disegni originali provenienti dal Louvre, dal Prado, dagli Uffizi, da mezzo mondo. Una scorpacciata d'arte per gli amanti della foto. Basta avere la pazienza di staccare il biglietto d'ingresso. E invece no: quel corpo che all'improvviso crolla a terra, senza un gemito, come se gli avessero di colpo staccato la spina, diventa l'immagine più ambita. Raffaello può aspettare. Il morto è un uomo di 77 anni, arrivato da Reggio Emilia assieme a un gruppo di amici: crolla a terra, mentre, in fila con gli altri, sta aspettando che il capo comitiva acquisti i biglietti. Arriva il 118. Ma c'è poco da fare.
Una pattuglia dei vigili urbani, racconta il Resto del Carlino, nota l'agitazione, si ferma e prende in consegna il cadavere. Lo coprono con un lenzuolo, convinti che nell'arco di pochi minuti arriverà il carro funebre. E invece il tempo passa. Dieci, venti, quaranta minuti. Che si dilatano enormemente in quella situazione. Con i turisti in coda, alcuni dei quali proprio non ce la fanno a staccare gli occhi da quel lenzuolo bianco. E un gruppo di ragazzini, preceduto da gridolini di festa, che dal fondo della piazza si dirige verso il Duomo per le prime comunioni. Un contrasto doloroso. I vigili riparano il corpo con un pannello. Ma non basta. Qualcuno scatta foto. A ripetizione. «Basta, si vergogni!» gridano gli agenti. Poi parte un altro. Gli agenti cambiano atteggiamento, si fanno truci. E allora i flash si fermano. La coda si ricompone. Tutti da Raffaello. Tanto la foto-trofeo è un'altra. (corriere.it).
«Ma che fate, smettetela! — urla un vigile urbano —. Vi sembra questo uno spettacolo da riprendere?». La mostra di Raffaello, a Palazzo Ducale, ha aperto i battenti da poco più di un mese e ha già superato le 50 mila presenze. Racconta il Raffaello giovanile: 20 dipinti e 19 disegni originali provenienti dal Louvre, dal Prado, dagli Uffizi, da mezzo mondo. Una scorpacciata d'arte per gli amanti della foto. Basta avere la pazienza di staccare il biglietto d'ingresso. E invece no: quel corpo che all'improvviso crolla a terra, senza un gemito, come se gli avessero di colpo staccato la spina, diventa l'immagine più ambita. Raffaello può aspettare. Il morto è un uomo di 77 anni, arrivato da Reggio Emilia assieme a un gruppo di amici: crolla a terra, mentre, in fila con gli altri, sta aspettando che il capo comitiva acquisti i biglietti. Arriva il 118. Ma c'è poco da fare.
Una pattuglia dei vigili urbani, racconta il Resto del Carlino, nota l'agitazione, si ferma e prende in consegna il cadavere. Lo coprono con un lenzuolo, convinti che nell'arco di pochi minuti arriverà il carro funebre. E invece il tempo passa. Dieci, venti, quaranta minuti. Che si dilatano enormemente in quella situazione. Con i turisti in coda, alcuni dei quali proprio non ce la fanno a staccare gli occhi da quel lenzuolo bianco. E un gruppo di ragazzini, preceduto da gridolini di festa, che dal fondo della piazza si dirige verso il Duomo per le prime comunioni. Un contrasto doloroso. I vigili riparano il corpo con un pannello. Ma non basta. Qualcuno scatta foto. A ripetizione. «Basta, si vergogni!» gridano gli agenti. Poi parte un altro. Gli agenti cambiano atteggiamento, si fanno truci. E allora i flash si fermano. La coda si ricompone. Tutti da Raffaello. Tanto la foto-trofeo è un'altra. (corriere.it).
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