26.4.09

Napoli - 17enne ucciso in un agguato con 7 colpi di pistola.

NAPOLI (25 aprile) - Un ragazzo di 17 anni, Ciro Fontanarosa, è stato ucciso la scorsa notte a Napoli in un agguato avvenuto vicino alla stazione centrale. Sul delitto c'è l'ombra della camorra, per le modalità con cui è stato portato a termine e perché forse qualche comportamento del giovane potrebbe aver dato fastidio agli uomini dei clan.
Fontanarosa stava tornando a casa con il cugino: stava salendo in auto in via Pietro Antonio Lettieri tra corso Garibaldi e via Sant'Antonio Abate, non lontano dalla Stazione centrale, quando è stato avvicinato da due sicari, giunti a bordo di uno scooter, che hanno esploso contro di lui sette colpi di pistola. I sicari, per essere sicuri che il ragazzo fose morto, lo hanno colpito anche alla nuca. Il cugino è rimasto illeso e ha chiesto aiuto. Si è trattato di un'esecuzione dalle modalità tipiche di un agguato di camorra.
Caos all'ospedale. Fontanarosa è arrivato cadavere all'ospedale Loreto Mare. Qui i medici sono stati costretti a chiudersi in corsia di fronte per l'arrivo minaccioso di numerosi parenti e amici del giovane. In 200 si sono radunati davanti al nosocomio. Ne sono seguiti momenti di forte tensione, tra chi imprecava e chi chiedeva di poter vegliare la salma. Sono dovuti intervenire polizia e carabinieri e solo dopo circa due ore è ritornata la calma.
Il ragazzo era incensurato e gli inquirenti stanno scandagliando gli ultimi periodi della sua vita ritenendo, al momento, quello di un regolamento dei conti per uno sgarro il motivo dell'omicidio. Le indagini sono rese ancora più difficili dall'assenza di testimonianze utili al momento a fare chiarezza su quanto accaduto e soprattutto a tentare di risalire agli autori dell'omicidio. Il fatto è avvenuto a pochi passi da un bar, oggi rimasto chiuso. A terra alcune birre, forse consumate nella tarda serata di ieri da chi poteva finire suo malgrado bersaglio dei colpi di pistola.
L'uccisione del padre. Antonio Fontanarosa, il padre di Ciro, morì nel corso di un tentativo di rapina a un ufficio postale nel quartiere napoletano di Secondigliano. Era la mattina del 5 gennaio del '99 quando l'uomo, 31 anni, componente di una banda del buco, sbucò da un foro praticato nel pavimento dopo aver scavato un cunicolo che lo aveva portato fino all'interno dell'ufficio.
Nei locali c'era un carabiniere che stava svolgendo alcune operazioni postali per conto dell'Arma. Il militare vide aprirsi una botola sotto i piedi di un impiegato dalla quale spuntò il rapinatore con una pistola in pugno. Il carabiniere intimò inutilmente l'alt, poì sparò uccidendo Fontanarosa. All'epoca, Ciro, la vittima di oggi, aveva 7 anni. I complici dell'uomo, all'epoca ritenuto vicino al clan Licciardi di Secondigliano, scapparono attraverso il cunicolo al cui interno furono trovati una pistola calibro 9 ed un'arma giocattolo.

Torino - Carabiniere ucciso dal treno mentre insegue malvivente.

TORINO (25 aprile) - Un vicebrigadiere dei carabinieri di 42 anni, in forza al Nucleo Radiomobile di Torino, è morto ieri sera, poco dopo le 22,30, travolto da un treno mentre inseguiva uno spacciatore di droga lungo corso Principe Oddone, tra le stazioni ferroviarie Porta Susa e Dora. Il militare, nella notte piovosa, non si è accorto dell'arrivo del treno Torino-Aosta ed è stato travolto, rimanendo ucciso sul colpo. La zona è nota per essere frequentata da molti pusher. Sul luogo della tragedia fiori e una bandiera italiana, portati dai cittadini del quartiere che oggi si sono riuniti in preghiera lungo i binari.
In quello stesso tratto di binari, a novembre i carabinieri avevano messo a segno un blitz contro lo spaccio. Calandosi da un treno senza passeggeri messo a disposizione dalle Fs, i militari avevano sorpreso una quindicina di spacciatori che si nascondevano tra i binari e un cantiere.
La vittima, Marino Ferraro, carabiniere da quando aveva 19 anni, era tornato in servizio di pattuglia dopo un periodo trascorso negli uffici. Originario di Millesimo, in provincia di Savona, Ferraro lascia la moglie Loredana e i figli, Eleonora e Stefano, di 17 e 13 anni. La camera ardente è stata allestita al cimitero Parco di Torino Sud, mentre i funerali funerali verranno celebrati lunedì, a San Maurizio Canavese, dove viveva con la famiglia. «Era uno di quegli uomini che si distinguono sempre per l'impegno - dice il colonnello Antonio De Vita, comandante provinciale dei carabinieri - lo testimonia l'azione che ha compiuto ieri sera e che gli è costata la vita».
Il mondo politico si è unito alla famiglia in un abbraccio simbolico. Numerosi i messaggi di cordoglio: da quelli dei ministri dell'Interno e della Difesa, Roberto Maroni e Ignazio La Russa, a quello del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.
Il precedente. Quattro anni fa, lungo la stessa linea, era morto così Francesco Salerno, 34 anni, un finanziere della compagnia di Torino. Anche lui inseguiva un gruppo di spacciatori. Uno di loro, arrestato in Spagna, sarà processato la prossima estate.