ROMA (21 aprile) - Franco Romito, ritenuto dagli investigatori al vertice della mafia del Gargano, e il suo autista Giuseppe Trotta sono stati freddati in un agguato vicino a Manfredonia, in provincia di Foggia.
L'uomo era legato alla famiglia Libergolis che per oltre 30 anni è stata in guerra in una faida con la famiglia dei Primosa-Alfieri, che ha causato più di 35 morti e alcune lupare bianche. Dai Libergolis, Franco Romito si era poi allontanato.
Lo scorso anno era stato scarcerato dopo aver scontato una condanna di quattro anni per armi. Venne ascoltato - sempre nel 2008 - come teste nel processo «Quasimodo» a 19 imputati apricenesi e del Gargano accusati a vario titolo di duplice omicidio, occultamento di cadaveri, mafia, traffici di droga, estorsioni, armi e furto. In quella occasione Romito testimoniò contro i Libergolis.
Giuseppe Trotta, l'altra vittima dell'agguato, secondo quanto accertato dagli investigatori, era l'autista di Romito. I due uomini stavano viaggiando a bordo di una Chrysler Voyager guidata da Trotta. Si trovavano in viale degli Eucalipti e stavano andando verso il maneggio e la pista dei go-kart di proprietà di Romito. Sarebbero stati affiancati da un auto proveniente nel senso opposto di marcia dalla quale hanno cominciato a sparare.
Secondo quanto accertato dagli agenti del commissariato di polizia di Manfredonia, coordinati dal pm Bafundi, sarebbero tre le armi utilizzate per uccidere Romito e Trotta. Sul luogo del duplice delitto sono stati trovati una quindicina di bossoli di mitragliatrice (gli investigatori stanno verificando se si possa trattare di bossoli di kalashnikov) e cinque o sei bossoli di fucile a pallettoni.
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