15.4.09

Firenze - Morto Vanni, l'ultimo dei "compagni di merende" di Pacciani

Mario Vanni, 81 anni, ex postino di San Casciano, detto "Torsolo", coinvolto nell'inchiesta sugli esecutori degli omicidi del mostro di Firenze, è morto lunedì 13 aprile, presso l'Ospedale di Ponte a Niccheri, a Firenze. Malato da tempo, risiedeva presso la Residenza Sanitaria Assistita "La Cupolina" di Pelago. I funerali si terranno probabilmente domani, in forma strettamente privata. Su Metropoli Day, in edicola mercoledì 15 aprile, ulteriori dettagli sulla scomparsa dell'ultimo dei "compagni di merende" rimasti in vita. Che scompare a distanza di anni dopo la morte di Mario Pacciani, detto "Il Vampa", e Giancarlo Lotti, detto "Katanga". (Metropoliweb.it).

Napoli - Ucciso a coltellate per un complimento di troppo a una ragazza

NAPOLI - Durante la lite è stato ferito a una gamba con una coltellata e il colpo ha reciso l'arteria femorale. L'emorragia è stata inarrestabile e Giovanni Tagliaferri, 21 anni, è morto poco dopo il ricovero in ospedale. È accaduto la scorsa notte, poco dopo le 24, a Napoli, tra via Cristoforo Colombo e via De Gasperi, nelle vicinanze dal porto. La morte di Tagliaferri, giovane incensurato che abitava al rione Scampia, è stato il tragico epilogo di un litigio tra due gruppi di giovani scaturito da un motivo futile, molto probabilmente un apprezzamento pesante nei confronti di una ragazza.
Secondo la ricostruzione della polizia, Tagliaferri era alla guida di una Ford in compagnia di quattro amici. Il gruppo è venuto a contatto con una comitiva composta da tre giovani e due ragazze che stavano passeggiando, forse è volata una parola di troppo e la situazione è ben presto degenerata. Tagliaferri è sceso dall'auto ed ha avuto una colluttazione con un ragazzo che ha tirato fuori un coltello e lo ha colpito a una coscia. L'emorragia è stata assai copiosa e quando il giovane è stato soccorso dai medici dell'ospedale Loreto Mare le condizioni sono apparse gravissime. Tagliaferri è deceduto poco dopo nel reparto di terapia intensiva.
Gli investigatori della squadra mobile hanno interrogato gli amici della vittima che hanno fornito una descrizione abbastanza dettagliata dell'aggressore e degli altri ragazzi della comitiva, indicando in particolare la corporatura e l'abbigliamento dell'assassino. La polizia spera di ricavare elementi utili dalla visione delle immagini riprese dalle telecamere collocate nella zona. Le indagini sono indirizzate anche negli ambienti della microcriminalità: il possesso di un coltello da parte dell'aggressore fa infatti ipotizzare l'appartenenza a gruppi della malavita locale.
Sul delitto la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti per le ipotesi di reato di omicidio volontario e detenzione di arma. La magistratura ha anche disposto l'autopsia il cui esito dovrebbe essere noto entro un paio di giorni. Dai primi esami medici è emerso che il fendente ha provocato la lesione dell'arteria femorale, un tipo di ferita che quasi sempre si rivela fatale a causa della inarrestabile perdita di sangue. (Il Messaggero).

Torino - ucciso con un colpo di pistola. Aveva vinto 500mila euro al gratta e vinci

TORINO - Si indaga a 360 gradi per capire cosa ci sia dietro l'omicidio di Osvaldo Squillace, 43 anni, di Moncalieri (Torino), pregiudicato, padre di due bambini di 7 anni e 2 mesi, freddato con un colpo di pistola 7.65 al torace, nella notte di venerdì, nel quartiere di Mirafiori. I carabinieri hanno controllato con il guanto di paraffina una decina di persone tra i conoscenti dell' uomo, ma anche tra alcuni testimoni che quella sera si trovavano nei pressi del luogo del delitto.
Squillace, entrato e uscito più volte dal carcere, era noto alle forze dell'ordine anche per una vicenda che risale all'anno scorso legata a una sua vincita al Gratta e Vinci da 500 mila euro. Aveva acquistato insieme alla sua fidanzata una manciata di tagliandi tra i quali anche quello fortunato. Poi però era fuggito per alcuni giorni facendo perdere le sue tracce e facendo alquanto inalberare la fidanzata e i parenti di lei. In seguito le cose si erano sistemate e i due erano tornati insieme e due mesi fa è nato il loro bambino.
Squillace potrebbe essere stato ucciso per vendetta da qualcuno con cui aveva tentato di fare qualche affare. La macchina sulla quale è stato trovato è della sua convivente. (Il Messaggero).

GENOVA - tunisino sgozza la moglie italiana

GENOVA - Si erano sposati due anni fa. Lui, 23 anni, tunisino. Lei, 22, italiana. Matrimonio in abito bianco con tanto di servizio fotografico. Ma l'idillio è durato poco. Lui forse era troppo geloso. Lei forse troppo bella. Liti e scenate e alla fine lei decide di andarsene. Ieri, tornata a casa per riprendere alcuni effetti personali, Lisa Molino ha trovato il marito fuori di sè e la lite è finita in tragedia: Walid Hamami l'ha uccisa, con nove coltellate al collo.
Il dramma si è consumato in un appartamento al quinto piano di un palazzo di via De Vincenzi, a Molassana, quartiere periferico della città. Erano circa le 22 quando i vicini hanno sentito urlare nelle scale. Walid stava scendendo e urlava «Ho ucciso mia moglie». Subito è stato chiamato il 113 e sul posto sono giunte le volanti. Walid era sul portone, il collo insanguinato (gli inquirenti accerteranno poi che si è ferito da solo forse per inscenare la disperazione o la difesa).
Nell'appartamento sangue un pò dappertutto. In una stanza, supino sul letto, il corpo semi svestito e senza vita di Lisa, una bella ragazza bionda e prosperosa. Nove ferite al collo, una, forse quella mortale, alla giugulare. Sulle pareti, in salotto, ancora i segni dell'unione felice: la foto del matrimonio, e un piatto in terracotta di artigianato tunisino con sopra incisa la data del matrimonio, luglio 2007. Nell'appartamento i poliziotti hanno poi sequestrato due coltelli da cucina insanguinati.
Di recente Lisa si era trasferita a casa del padre e della compagna di lui con i quali lavorava in un bar del quartiere. Quel matrimonio, secondo le testimonianze raccolte, non era stato mai visto di buon occhio dal padre della ragazza. Walid, regolare in Italia, con permesso di soggiorno, aveva infatti precedenti per spaccio e non aveva un lavoro fisso. Nell'appartamento di Via De Vincenzi la coppia si era trasferita cinque mesi fa e i vicini hanno raccontato di aver incontrato i due soltanto quando rincasavano o uscivano.
Sul posto, in serata, sono giunti il medico legale e il sostituto procuratore Francesco Pinto. Walid Hamami è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale San Martino e successivamente, su disposizione del magistrato, trasferito al reparto detenuti del nosocomio dov'è tuttora ricoverato in prognosi riservata e piantonato.
Dagli investigatori si è appreso che un provvedimento di espulsione pendeva, prima del suo matrimonio con l'italiana Lisa Molino, su Walid Hamami, il giovane tunisino di 25 anni, con precedenti per spaccio di droga. Il matrimonio risale al 14 luglio 2007, il provvedimento di espulsione ad almeno un anno prima. (Il Messaggero).

Napoli - Ucciso il re del grano

L'imprenditore Francesco Ambrosio ucciso con la moglie. Sono stati colpiti con un bastone. Ambrosio è stato stato ucciso con la moglie la scorsa notte probabilmente a colpi di bastone. Secondo un primo esame dei cadaveri, infatti, sembra che sui corpi non vi siano segni di proiettili o di coltellate. È probabile che i coniugi Ambrosio siano rimasti vittime di una rapina. La scoperta dei cadaveri è stata fatta poco prima delle ore 8 da uno dei figli della coppia. Franco Ambrosio e la moglie Sacco erano già morti. La villa, in parte in ristrutturazione, era tutta a soqquadro. Questo particolare fa ritenere agli investigatori che i coniugi Ambrosio siano rimasti vittime di una tentata rapina, ma non sono escluse altre piste. La discesa Gaiola, uno dei luoghi più incantevoli di Napoli dal quale si gode lo scenario del Golfo, è stata completamente isolata dagli agenti dell'Ufficio di prevenzione generale della questura e del commissariato di Posillipo per consentire agli investigatori di lavorare in tutta tranquillità. Ambrosio era l'ex proprietario dell'Italgrani, azienda leader negli anni '80 nel settore cerealicolo, ed era stato coinvolto in un crac da circa 1000 miliardi per il quale lo scorso anno era stato condannato a 9 anni di reclusione in primo grado. Secondo quanto si è appreso, nmon si esclude che il duplice omicidio sia l'esito di un furto.