8.4.09

Mantova (Gazzetta di Mantova) - Jerry Comet ucciso con un colpo alla testa

Mantova (27 marzo 2009) - A tre giorni dal duplice delitto di Goito, ancora sangue nel Mantovano. Anche in questo caso si tratterebbe di una tragedia famigliare, una lite fra extracomunitari ghanesi, degenerata in un fatto di sangue. Un uomo, Jerry Comet, 35 anni, regolare in Italia, residente a San Giorgio è stato ucciso da un connazionale, forse il fratello, con un colpo alla testa che sarebbe stato inferto con un corpo contundente. Un oggetto che i carabinieri stavano ancora cercando.
L'omicidio si è consumato attorno alle 19.30 nel parcheggio del cimitero di Pietole, a ridosso della Romana. Ancora da chiarire i motivi. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri i due uomini avrebbero iniziato a litigare in auto. Poi la lite sarebbe sfociata in tragedia.

Paese - Tv - (Il Gazzettino) - sgozza madre e figlia e ne eredita i beni

TREVISO (1 aprile) - Fahd Bouichou è in carcere che aspetta: la Procura ha già gli elementi per chiedere il suo rinvio a giudizio e anche con il rito immediato. Potrebbe, insomma, essere processato entro l’estate. Mancava da conoscere qualche particolare tristeper esempio se fosse stata uccisa prima la madre o prima la bambina di due anni e l’autopsia dice che sembrerebbe prima la madre e poi la piccola. Forse in aula si scoprirà perchè Fahd abbia ammazzato con una coltellata alla gola anche sua figlia: fatto sta che il ventisettenne marocchino ha alzato la piccola, l’ha presa in braccio, l’ha messa sul fasciatoio e l’ha sgozzata.

Il gesto comporta, assurdamente, che nel momento in cui è morta la madre l’erede - in assenza di testamento - sia diventata la bambina e una volta la bambina l’erede sia diventato proprio lui, il padre. La legge dovrà stabilire l’eventuale "indegnità" del personaggio, ma le cause civili e penali percorrono strade diverse: in questo momento l’erede dei beni intestati alla povera Elisabetta è lui.

I particolari per il processo ci sono: anche se in Italia finora l’uomo dice di non ricordare più nulla dopo la lite con Elisabetta, prima di una cena dove sarebbero dovuti andare insieme con la piccola Arianna, dai suoceri, genitori di lei.
Boiouchou considerava Elisabetta sua moglie, e così la chiamava con terze persone: sembra che lui non volesse troncare la relazione e sembrano smentite le voci che dicevano che avrebbe voluto sposare in Marocco un’altra donna.

Certo, la donna occidentale, libera e padrona di decidere per sè e per sua figlia, lo irritava e lo ha portato al gesto definitivo: se non sarete mie, non sarete di nessuno. È così? Sarà il difensore di Fahd, l’avvocato Sabrina Dei Rossi, a decidere la strategia processuale, ma certo la tattica del "non ricordo" potrebbe non reggere. All’uomo infatti è stato chiesto se ricordava l’accaduto, e lui ha detto di no; ma poi gli è stato chiesto dopo la tragedia dove si è cambiato, e lui ha risposto "nel garage". Le amnesie sono ormai ben descritte nella letteratura della psichiatria: la versione reggerà solo se è vera.

Padova (Il Gazzettino) - Veronese si impicca nel sexyshop

PADOVA (2 aprile) - Non ha retto alla fine della sua storia d'amore e si è impiccato nel bagno del Sexy shop che gestiva con altri due soci, "Europa92" di via Buonarroti, all’Arcella. Sono stati proprio gli altri due soci, veronesi come lui, a ritrovarlo esanime nella toilette, dopo avere forzato la porta d’ingresso del negozio.

Lo avevano cercato tutto il giorno: lui - S.P., 39 anni - sarebbe dovuto andare a Milano insieme a loro per affari. Da poco si era lasciato con la fidanzata, anche lei veronese. Una separazione che non aveva accettato, tanto che durante la giornata di martedì aveva spedito alla sua ex dei messaggi col cellulare, l'ultimo dei quali era un macabro annuncio: la foto di un cappio, quello che aveva preparato per togliersi la vita.

Prima di mettere in atto il suo proposito il trentanovenne ha scritto una lettera in cui ha spiegato il suo gesto estremo. Quando i due soci sono entrati nel Sexy shop l'uomo dava ancora segni di vita. Hanno subito chiamato i soccorsi, ma inutilmente.

Milano - Barbone ucciso, arrestati due agenti

Avrebbero pestato a morte un barbone mettendo a rapporto una vicenda falsa. Arrestati due agenti della Polfer per omicidio. Un loro superiore e' invece indagato per favoreggiamento. I due sono stati incastrati dalle telecamere installate agli ingressi, nei corridoi e negli atri della Stazione Centrale di Milano e dagli esiti dell'autopsia. Sono stati interrogati dal gip a Opera: solo uno avrebbe risposto alle domande. Il fatto e' avvenuto il 6 settembre scorso.

Bresso (Mi) - 41enne disabile accoltellato dal padre

MILANO (La Repubblica) - Non sopportava più le crisi del figlio, un 41enne disabile mentale. E così, stanotte, il padre, un uomo di 68 anni, la ha colpito più volte con un coltello, ferendo anche la moglie che era accorso in aiuto del ragazzo. Poi si è ucciso lanciandosi dalla finestra.

Il dramma è accaduto in via Allende a Bresso, comune in provincia di Milano. L'uomo si è svegliato nel cuore della notte dopo le urla del figlio che spesso, riferiscono i carabinieri, aveva delle crisi notturne. Urla che, proprio per questo motivo, non hanno insospettito i vicini di casa.

Il ragazzo è stato accoltellato nel suo letto. Cinque colpi all'addome. E anche la madre, 70enne, accorsa in suo aiuto, è stata colpita con la lama al gluteo. La donna, però, non si è pesa d'animo ed è riuscita a raggiungere il pianerottolo e a chiamare i vicini. Sono stati loro a telefonare a 118 e carabinieri.

A quel punto il 68enne si è lanciato dalla finestra morendo sul colpo. Mentre resta grave il figlio ricoverato, in pericolo di vita, al Niguarda. Non è grave, invece, la donna trasportata al Fatebenefratelli.

Vestenanova (Vr) - bimbo affogato nella vasca da bagno

Verona, 7 apr. - (Adnkronos/Ign) - E' stato affogato il bimbo di sole cinque settimane, che stamane è deceduto mentre faceva il bagnetto in un'abitazione di Vestenanova, un piccolo paese in provincia di Verona. Lo ha stabilito il medico legale intervenuto sul posto. Dall'esame sul corpicino del bimbo è emerso che la causa del del decesso è annegamento.

Dopo averla interrogata, i Carabinieri di San Bonifacio hanno proceduto al fermo della madre del piccolo Mattia, con l'ipotesi di omicidio. La donna di 39 anni è in stato di choc ed è stata ricoverata in ospedale a Verona sotto stretto controllo medico e dei Carabinieri che la piantonano davanti alla stanza.

Poco prima il ricovero si era confidata lungamente col parroco. E' sconvolta, e non si capacita del suo gesto dettato, si presume da un momento di sconforto, a poco tempo dal parto.

La donna prestava servizio in un asilo della zona, era ben voluta e non aveva dato segnali di disagio. Ha anche una altra figlia di sette anni.