10.6.09

Sant'Angelo di Piove di Sacco - Massacrato con 30 badilate in faccia.

PADOVA (9 giugno) - Ucciso con una trentina di badilate in faccia. Massacrato. Fiorindo Grigoletto, agricoltore sessantaseienne di Sant’Angelo di Piove di Sacco, un paesino della provincia di Padova che si estende verso il mare, è stato trovato morto da un conoscente ieri alle 15.20 (ora esatta in cui sono stati chiamati i carabinieri), davanti alla porta d’ingresso della sua casa in via Caselle 80/a.
Probabilmente era stato ammazzato almeno ventiquattr’ore prima, ossia nel primo pomeriggio di domenica. I militari dell’Arma, coordinati dal comandante del reparto operativo, colonnello Antonio Rizzi, hanno trovato Grigoletto sotto a un telo e a delle frasche, seminudo. Addosso aveva solo le mutande. Sotto il corpo c'erano i suoi vestiti, pantaloni e maglietta usati per i lavoro sui campi, niente scarpe. Tutt’attorno al cadavere, molte tracce di sangue. Sostanza ematica che è stata rinvenuta anche, grazie a un veloce sopralluogo del medico legale Massimo Montisci, all’interno dell’abitazione dell'agricoltore. Un segno che per gli inquirenti potrebbe avere un duplice significato: che la colluttazione tra Grigoletto e il suo assassino è cominciata nella casa di campagna, oppure che chi lo ha ucciso è entrato per pulirsi mani e abiti dalle macchie di sangue.
Una cosa è certa: non è stato un agguato, i due si conoscevano e hanno cominciato a litigare. L’assassino poi, prima di scappare, ha chiuso dall’esterno la porta d’ingresso dell’abitazione di Grigoletto. I carabinieri con la squadra scientifica hanno subito trovato il badile con cui è stato massacrato il volto del sessantaseienne, quindi hanno raccolto campioni di sangue sia sul cortile e sia all’interno della casa. Hanno anche esaminato in più riprese la Fiat Bravo di proprietà di Grigoletto.
Sulla scena del crimine sono stati per oltre quattro ore, insieme alla titolare delle indagini, il pubblico ministero Silvia Scamurra. I militari dell’Arma, oltre ad avere portato in caserma l’uomo che ha scoperto il corpo senza vita del contadino, hanno ascoltato per diverse ore alcuni vicini di casa della vittima. Tutte le persone che da anni conoscevano e avevano stretti rapporti con Grigoletto. Il movente però è ancora avvolto nel mistero: gli inquirenti nelle prossime ore continueranno ad indagare nella vita privata dell’agricoltore.
Intanto l’abitazione di via Caselle è stata messa sotto sequestro e questa mattina i carabinieri della scientifica entreranno nella casa per analizzare con più precisione parte della scena del crimine e le macchie di sangue. Fiorindo Grigoletto, ora in pensione, aveva sempre lavorato sui campi. A Sant’Angelo aveva la cognata e un nipote; vent’anni fa era stato sposato, ma dell’ex moglie sembra avesse perso ogni traccia. «Viveva in modo molto frugale - ha ricordato la cognata - Mangiava pane e formaggio e si accontentava di poco. Una persona così semplice e legata ai valori tradizionali non l’ho mai conosciuta in vita mia. A volte veniva da me per chiedere qualche consiglio su come smacchiare un vestito o una tenda. Sono allibita da ciò che è successo».
La notizia della tragica morte di Fiorindo Grigoletto si è sparsa a macchia d’olio sia a Sant’Angelo che a Piovega. Ed è arrivata all’orecchio del sindaco Romano Boischio. «Quando accadono fatti del genere dispiace e non ci sono parole per commentare – afferma il primo cittadino -. L’importante è adesso capire esattamente cosa sia avvenuto. Io ho solo saputo che è morto, non conosco i particolari della vicenda. Era una persona molto conosciuta, si vedeva in giro e so che era un grande amante della campagna e del lavoro».
Tutti in paese lo ricordano come una brava persona e un grande lavoratore, ma chi gli ha sferrato trenta badilate sul volto per lui provava evidentemente un odio feroce. (ilgazzettino.it)

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