16.6.09

Milano - Mistero in fondo al lago dei pescatori: trovato uomo morto

Mistero a Bareggio, in provincia di Milano. Alle due della scorsa notte è stato rinvenuto un cadavere nel laghetto artificiale di una cava. Si tratta di un uomo italiano di 46 anni, di cui per ora non sono state rese note le generalità. Sarà il medico legale ad accertare le cause del decesso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Abbiategrasso, che conducono l'indagine insieme con il gruppo investigativo dei carabinieri di Milano.

Per ora tutte le piste restano aperte. Da una prima analisi del cadavere risultano dei graffi sul corpo e non è escluso che siano successivi alla morte provocati forse da sporgenze del fondo. Non risultano ferite da arma da taglio o da fuoco, ma gli inquirenti privilegiano l'ipotesi che parla di omicidio. L'allarme è scattato la notte scorsa, quando il 112 ha ricevuto la telefonata di qualcuno che parlava di un uomo che chiedeva aiuto all'interno della recinzione in cui si trova il lago. Un lago frequentato dai pescatori della zona.

12.6.09

Napoli - Cadavere carbonizzato in una scarpata.

NAPOLI, 12 GIU -Il cadavere di un uomo carbonizzato e' stato trovato, nel Napoletano, in una scarpata nei pressi della Ss 268,all'altezza di Sant'Anastasia. L'uomo - di circa 35-40 anni - risulta colpito da cinque colpi di pistola. Sul posto non sono stati trovati documenti d'identita'. Sul fatto indagano i carabinieri. (ANSA.it).

11.6.09

Mazzorbo - 24enne fulminato durante ristrutturazione.

VENEZIA (11 giugno) - Folgorato nella stessa casa dove un anno fa era morto d’infarto il padre. La tragedia ieri pomeriggio a Mazzorbo: Mirko Simoncin, 24 anni, stava togliendo con una pompa idraulica l’acqua da una fossa settica quando è stato colpito da una scarica elettrica.
Il giovane, residente a Ca’ Savio ma domiciliato a Mazzorbo, stava ristrutturando la propria abitazione. Al momento della tragedia, c’era solo un operaio che stava facendo alcuni lavori di sbancamento terra nelle vicinanze della casa di Simoncin. Secondo una prima ricostruzione il giovane sarebbe caduto accidentalmente nella vasca mentre stava armeggiando con una pompa elettrica. Immediata e letale la scarica che l’ha colpito.
Inutili i soccorsi prestati prima dall’operaio che si trovava nelle vicinanze e poi dei medici del 118 che hanno provato a rianimare il giovane praticandogli un massaggio cardiaco per oltre trenta minuti, ma per Simoncin non c’è stato nulla da fare.
Disperata la fidanzata di Simoncin che, accortasi della tragedia, ha chiesto aiuto ad alcune persone che passavano da quelle parti in barca. Sul posto è poi arrivata la mamma di Simone: «Era serena - raccontano alcuni testimoni - nessuno aveva il coraggio di dirle cos’era successo». Nella stessa abitazione, un anno fa, era morto di infarto il padre di Simoncin.
Sull’incidente che ha stroncato la vita del ventiquattrenne è stata aperta un’inchiesta condotta dal pubblico ministero, Stefano Ancilotto. (gazzettino.it)

Alessandria - Donna incinta si getta dal balcone.

ALESSANDRIA (10 giugno) - Una donna incinta di sei mesi si è uccisa lanciandosi dal balcone di casa, uccidendo così anche il bimbo che portava in grembo. E' successo oggi a Pontecurone, nella zona di Tortona (Alessandria). La donna, di 43 anni, era da sola nel suo appartamento al secondo piano di una palazzina. I soccorritori del servizio 118 l'hanno portata subito in ospedale, ma l'intervento dei sanitari si è rivelato inutile. Il figlio è morto nell'impatto al suolo. Sembra che la donna, sposata da un anno con un immigrato marocchino, soffrisse di crisi depressive. (ilmessaggero.it)

10.6.09

Sant'Angelo di Piove di Sacco - Massacrato con 30 badilate in faccia.

PADOVA (9 giugno) - Ucciso con una trentina di badilate in faccia. Massacrato. Fiorindo Grigoletto, agricoltore sessantaseienne di Sant’Angelo di Piove di Sacco, un paesino della provincia di Padova che si estende verso il mare, è stato trovato morto da un conoscente ieri alle 15.20 (ora esatta in cui sono stati chiamati i carabinieri), davanti alla porta d’ingresso della sua casa in via Caselle 80/a.
Probabilmente era stato ammazzato almeno ventiquattr’ore prima, ossia nel primo pomeriggio di domenica. I militari dell’Arma, coordinati dal comandante del reparto operativo, colonnello Antonio Rizzi, hanno trovato Grigoletto sotto a un telo e a delle frasche, seminudo. Addosso aveva solo le mutande. Sotto il corpo c'erano i suoi vestiti, pantaloni e maglietta usati per i lavoro sui campi, niente scarpe. Tutt’attorno al cadavere, molte tracce di sangue. Sostanza ematica che è stata rinvenuta anche, grazie a un veloce sopralluogo del medico legale Massimo Montisci, all’interno dell’abitazione dell'agricoltore. Un segno che per gli inquirenti potrebbe avere un duplice significato: che la colluttazione tra Grigoletto e il suo assassino è cominciata nella casa di campagna, oppure che chi lo ha ucciso è entrato per pulirsi mani e abiti dalle macchie di sangue.
Una cosa è certa: non è stato un agguato, i due si conoscevano e hanno cominciato a litigare. L’assassino poi, prima di scappare, ha chiuso dall’esterno la porta d’ingresso dell’abitazione di Grigoletto. I carabinieri con la squadra scientifica hanno subito trovato il badile con cui è stato massacrato il volto del sessantaseienne, quindi hanno raccolto campioni di sangue sia sul cortile e sia all’interno della casa. Hanno anche esaminato in più riprese la Fiat Bravo di proprietà di Grigoletto.
Sulla scena del crimine sono stati per oltre quattro ore, insieme alla titolare delle indagini, il pubblico ministero Silvia Scamurra. I militari dell’Arma, oltre ad avere portato in caserma l’uomo che ha scoperto il corpo senza vita del contadino, hanno ascoltato per diverse ore alcuni vicini di casa della vittima. Tutte le persone che da anni conoscevano e avevano stretti rapporti con Grigoletto. Il movente però è ancora avvolto nel mistero: gli inquirenti nelle prossime ore continueranno ad indagare nella vita privata dell’agricoltore.
Intanto l’abitazione di via Caselle è stata messa sotto sequestro e questa mattina i carabinieri della scientifica entreranno nella casa per analizzare con più precisione parte della scena del crimine e le macchie di sangue. Fiorindo Grigoletto, ora in pensione, aveva sempre lavorato sui campi. A Sant’Angelo aveva la cognata e un nipote; vent’anni fa era stato sposato, ma dell’ex moglie sembra avesse perso ogni traccia. «Viveva in modo molto frugale - ha ricordato la cognata - Mangiava pane e formaggio e si accontentava di poco. Una persona così semplice e legata ai valori tradizionali non l’ho mai conosciuta in vita mia. A volte veniva da me per chiedere qualche consiglio su come smacchiare un vestito o una tenda. Sono allibita da ciò che è successo».
La notizia della tragica morte di Fiorindo Grigoletto si è sparsa a macchia d’olio sia a Sant’Angelo che a Piovega. Ed è arrivata all’orecchio del sindaco Romano Boischio. «Quando accadono fatti del genere dispiace e non ci sono parole per commentare – afferma il primo cittadino -. L’importante è adesso capire esattamente cosa sia avvenuto. Io ho solo saputo che è morto, non conosco i particolari della vicenda. Era una persona molto conosciuta, si vedeva in giro e so che era un grande amante della campagna e del lavoro».
Tutti in paese lo ricordano come una brava persona e un grande lavoratore, ma chi gli ha sferrato trenta badilate sul volto per lui provava evidentemente un odio feroce. (ilgazzettino.it)

Valeggio sul Mincio - Uccide la madre a coltellate, ferisce il padre e si dà alla fuga. Preso.

VERONA, 10 GIU - Un uomo di 40 anni ha ucciso la madre con alcune coltellate e ferito il padre, che aveva tentato di difenderla, nel veronese. L'uomo ha poi chiamato il 112 ed e' stato arrestato. La tragedia e' avvenuta nell'abitazione dove l'uomo viveva con la madre di 71 anni e il padre di 73, a Valeggio sul Mincio. Per cause sconosciute, ha sferrato 4 coltellate contro la madre, poi ha colpito anche il padre. La donna e' morta, il coniuge e' ricoverato in gravi condizioni. (ansa.it)

9.6.09

Palermo - Bimba muore cadendo dal quarto piano.

PALERMO (8 giugno) - Tragedia nella tarda serata di ieri a Palermo, dove una bambina di 4 anni, Sofia Chiavetta è morta cadendo da una finestra del quarto piano dell'Hotel San Paolo di via Messina Marine mentre c'era una festa per una prima comunione. La bimba sembra che stesse giocando con un gruppo di coetanei negli ascensori dell'albergo.
Giocava con gli amichetti negli ascensori dell'hotel. All'improvviso Sofia si sarebbe persa e si sarebbe trovata da sola al quarto piano, dopo che si era infilata nel montacarichi al 14° piano. Così, impaurita avrebbe aperto una finestra cadendo nel vuoto da un'altezza di oltre venti metri. Sono stati gli altri bambini che non vedevano più Sofia a dare l'allarme. Ma per la piccola non c'era più niente da fare, dopo un volo da 20 metri.
Genitori indagati per omicidio colposo. La madre era scesa in strada a cercare la figlia e da sotto l'ha vista precipitare dalla finestra, Sofia era figlia unica. I genitori come atto dovuto saranno iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo per l'omesso controllo della bambina.
Direttore hotel: immagini agghiaccianti «Una tragedia tremenda voluta da un destino che pare ineluttabile». È ancora sotto shock Marcello Pizzuto, direttore dell'hotel San Paolo Palace dopo aver visionato le immagini delle videocamere di sorveglianza piazzate lungo i corridoi che hanno ripreso gli ultimi istanti di vita della piccola Sofia Chiavetta. «Sono fotogrammi agghiaccianti», dice. «Si vede la bimba che esce dall'ascensore e si ritrova sola al piano. Ha paura, chiama, ma la zona a quell'ora era vuota. Allora, in preda al panico tira a terra un portacenere e la macchina per pulire le scarpe. Poi imbocca un corridoio, torna indietro. Apre diverse porte - una che dà su un magazzino-. Poi va verso l'ascensore che si apre per un istante. Solo che la bimba non fa in tempo a salirci perchè qualcuno lo chiama da un altro piano». Sofia, allora, sempre più impaurita si infila in un corridoio. Ai lati ci sono le porte delle stanze, lei lo percorre tutto. Davanti a sè ha l'uscita di sicurezza, a sinistra una porta che potrebbe essere la sua salvezza: dà sulle scale. La piccola, però, non sa leggere, spinge il maniglione e si trova su un ballatoio di circa 3 metri quadrati. Avrebbe ancora una chance: a sinistra c'è un'uscita d'emergenza che porta alle scale di sicurezza. «Era tutto buio - ricostruisce il direttore (le immagini si fermano a quel punto n.d.r.) - non si è resa conto che aveva una possibilità. È andata dritta verso il muretto di un metro e 20 che circonda il ballatoio aperto e, probabilmente, ha fatto forza sulle mani si è aggrappata, ha perso l'equilibrio ed è volata giù». «È come se davvero il suo destino fosse segnato - conclude - Nonostante le ripetute vie d'uscita incontrate è andata dritta verso la fine». (ilmessaggero.it)

Milano - Guerra delle gang latino americane. Un morto e due feriti.

MILANO (7 giugno) - Un ecuadoriano di 26 anni, David Stenio Betancourt Noboa, è stato ucciso a coltellate stamani all'alba a Milano in un'aggressione legata alla rivalità fra gang latinoamericane. Ferite altre due persone.
L'aggressione. Il delitto all'uscita da un locale in via Brembo, il Thini, un ristorante-discoteca. Un gruppo di una decina di persone, tra italiani e sudamericani, i New York, sono stati aggrediti. Secondo le testimonianze gli aggressori sarebbero i Chicago che avrebbero bersagliato i rivali con sassi e cocci di bottiglia prima di tirar fuori i coltelli.
L'ipotesi è che l'agguato finito nel sangue sia dovuto a rivalità, forse per il controllo del territorio o forse per una ritorsione per qualche sgarro, tra le due gang latinoamericane.
La vittima è stata colpita, non si sa ancora se con un coltello o un cacciavite, alla schiena, al fianco e all'addome, sotto lo sterno. Quest'ultimo sarebbe stato il colpo mortale. I due feriti, anche loro ecuadoriani, Andres M., 21 anni, regolare e senza precedenti, e Carlos A., 22 anni, con precedenti per lesioni e rissa, accoltellato alla schiena.
La cognata: volevano uccidere un altro. «Volevano uccidere un altro al quale l'avevano giurata da anni, uno che avevano già condannato nel 2002 e invece hanno colpito a caso e hanno preso lui». Lo ha raccontato Katy, 24 anni, una familiare della vittima. La ragazza racconta che da quando era uscito da prigione «era tranquillo, faceva il baby sitter al figlio di suo fratello per guadagnare qualcosa». I Chicago, racconta, ieri sera non vedendo la persona alla quale «l'avevano giurata, ne hanno preso uno a caso perchè pagasse per tutti». Il suo fidanzato ha raccontato di aver visto David Stenio ieri pomeriggio a Precotto in un parco dove hanno giocato a calcio e hanno bevuto qualche birra e che la vittima ieri sera non avrebbe dovuto andare in discoteca: «evidentemente ha cambiato idea. Quando l'ho saputo - ha detto il giovane - non ci potevo credere». (ilmessaggero.it)

Ferrara - Tenta di difendere una ragazza da un'aggressione. Ucciso dal fidanzato di lei.

FERRARA (7 giugno) - E' stato ucciso con una coltellata mentre cercava di difendere una ragazza che, vittima di ripetute aggressioni da parte del suo compagno, si era rifugiata in un bar. E' accaduto a Ferrara in un bar di via Foro Boario.
La vittima è Massimo Ferraresi di 34 anni, l'aggressore, arrestato dai carabinieri con l'accusa di omicidio è David Bisella, 42 anni,di Castelmassa (Rovigo), che da alcuni mesi abitava con la fidanzata in casa della giovane, poco lontano dal bar Shell dove è cominciata la lite che è sfociata nell'uccisione.
Tutto è cominciato poco dopo la mezzanotte quando la fidanzata di Bisella è entrata nel locale con i segni evidenti dell'ennesima violenza. Gli avventori del locale, una decina di persone, hanno soccorso la ragazza, parlandole per spingerla a lasciare quell'uomo violento. In quel momento è arrivato Bisella, che ha cominciato ad inveire contro gli avventori.
Ne è nata una rissa, nella quale Bisella è stato più volte colpito al volto. L'uomo si è a quel punto allontanato per tornare armato con un coltello da cucina dalla lama lunga 20 centimetri. I presenti nel bar e i conoscenti della ragazza lo hanno visto arrivare e gli sono andati incontro, ma Bisella ha colpito Ferraresi al petto, il primo a pararsi davanti a lui, affondando con forza la lama nel torace.
Bisella si è dato alla fuga, ma è stato bloccato dai carabinieri a poche centinaia di metri dal luogo del delitto. Ferraresi è morto durante il trasporto all'ospedale. Bisella durante l'interrogatorio del magistrato che conduce l'inchiesta, il Pm Filippo di Benedetto, non ha voluto rispondere ad alcuna domanda.
Testimonianze. «Qui Bisella lo conoscevano in tanti. Si sa che è una persona violenta, abituata a risolvere le questioni menando le mani» ha raccontato uno dei presenti. (ilmessaggero.it)

5.6.09

Rieti - Uomo cade e muore raccolgiendo ciliegie.

RIETI (5 giugno) - Un uomo di circa 80 anni è morto dopo essere caduto da un albero di ciliegie. Inutili i soccorsi del 118 di Rieti intervenuto sul posto, che in giornata ha dovuto operare diversi altri interventi per soccorrere persone cadute da alberi di ciliegie, la cui presenza è particolarmente diffusa in Sabina.
Grave un altro uomo di 70 anni, anche lui caduto da un albero di ciliegie a Poggio Catino. L'anziano ha riportato un trauma cranico e per questo è stato disposto il trasferimento d'urgenza con l'elicottero al Policlinico Gemelli di Roma.
Il terzo incidente si è verificato a Greccio, dove un uomo di 71 anni, scivolando da un albero di ciliegie ha riportato una frattura della spalla e del femore. L'uomo è attualmente ricoverato all'ospedale provinciale di Rieti. (ilmessaggero.it).

Bologna - ex-consulente finanziario avvolto in un telo e sepolto e in un bosco.

BOLOGNA (4 giugno) - E' stato trovato morto a Monte Busca, frazione del comune di Tredozio, sull'Alto Appennino forlivese, Silvano Azzolini, l'ex consulente finanziario rapito da incappucciati lunedì mattina a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna. Il cadavere era sotto terra, coperto da un telo, e presentava rigonfiamenti sul viso. Il medico legale ha effettuato l'esame per capire la causa della morte, dato che Azzolini era gravemente sofferente di cuore e di diabete. Le ricerche sulle montagne sono durate circa due ore.
Intanto sono stati fermati due italiani dai quali sarebbero venute le indicazioni per il ritrovamento del corpo, ma si stanno anche cercando alcuni stranieri che avrebbero partecipato in maniera attiva al rapimento. Il procuratore di Bologna, Massimiliano Serpi, a capo del pool investigativo, ha detto che uno dei fermati è il proprietario del furgone bianco usato per il rapimento, l'altro ha fornito le indicazioni decisive per il ritrovamento del cadavere sull'Appennino forlivese.
Azzolini sarebbe stato ucciso lunedì, il giorno stesso del suo sequestro avvenuto davanti allo studio tecnico per cui lavorava, ma non si conoscono la modalità. Gli inquirenti hanno spiegato che l'ipotesi di accusa su cui stanno lavorando è di omicidio volontario. Dalle indagini pare confermata l'ipotesi di un sequestro per estorcere denaro direttamente alla vittima. Decisive per la svolta della vicenda sono state le riprese di alcune telecamere che hanno permesso il ritrovamento del furgone. (ilmessaggero.it)