Si profila l'accusa di omicidio volontario per Federico Segala, il ragazzo non ancora 24enne di Bigarello che si schiantò in auto sul lungolago Mincio provocando la morte dell'amico Matteo Panza. L'indicazione è contenuta nella relazione sull'incidente del 29 marzo, che ieri mattina i carabinieri hanno depositato in Procura.
Correre oltre i limiti e il buon senso, che su un asfalto bagnato com'era imponeva prudenza (a maggior ragione in un tratto di strada affollato e in cui i pedoni attraversano di continuo), e farlo sotto l'effetto di cocaina e amfetamine: per i militari significa accettare consapevolmente il rischio di uccidere. E sfidarlo. «Omicidio volontario con dolo eventuale», si legge nelle loro conclusioni che ora sono al vaglio dei pm.
Dalle analisi eseguite in ospedale è emerso che il ragazzo alla guida era positivo al test sugli stupefacenti. Nel suo sangue c'erano tracce di cocaina e amfetamine. Per l'amico non c'erano speranze. Matteo Panza, 22 anni, di Borgoforte, è morto a distanza di cinque giorni dallo schianto, cinque giorni di coma profondo nella rianimazione di Brescia. La ragazza ha riportato fratture. (gazzettadimantova.gelocal.it).
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