9.5.09

Mantova - Uscì di strada e morì l'amico. L'accusa è omicidio volontario.

Si profila l'accusa di omicidio volontario per Federico Segala, il ragazzo non ancora 24enne di Bigarello che si schiantò in auto sul lungolago Mincio provocando la morte dell'amico Matteo Panza. L'indicazione è contenuta nella relazione sull'incidente del 29 marzo, che ieri mattina i carabinieri hanno depositato in Procura.
Correre oltre i limiti e il buon senso, che su un asfalto bagnato com'era imponeva prudenza (a maggior ragione in un tratto di strada affollato e in cui i pedoni attraversano di continuo), e farlo sotto l'effetto di cocaina e amfetamine: per i militari significa accettare consapevolmente il rischio di uccidere. E sfidarlo. «Omicidio volontario con dolo eventuale», si legge nelle loro conclusioni che ora sono al vaglio dei pm.
Dalle analisi eseguite in ospedale è emerso che il ragazzo alla guida era positivo al test sugli stupefacenti. Nel suo sangue c'erano tracce di cocaina e amfetamine. Per l'amico non c'erano speranze. Matteo Panza, 22 anni, di Borgoforte, è morto a distanza di cinque giorni dallo schianto, cinque giorni di coma profondo nella rianimazione di Brescia. La ragazza ha riportato fratture. (gazzettadimantova.gelocal.it).

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