20.4.09

Milano - Uccide il padre durante una lite.

MILANO (20 aprile) - Ucciso da una profonda ferita dietro alla testa. E' morto così Sergio Castelli, 63 anni, dopo una violenta lite con il figlio scoppiata alle tre di notte nel loro appartamento a Meda, in Brianza, in via Matteotti.
Il figlio, Marco Castelli, 33 anni, è stato arrestato dai carabinieri che lo hanno descritto come un giovane dall'equilibrio psichico instabile e fragilissimo, e che soffriva molto per questa sua debolezza.
Ucciso con un colpo alla testa. I militari, chiamati dai vicini, hanno trovato il corpo della vittima nella vasca da bagno. Gli inquirenti ipotizzano che il figlio gli abbia sbattuto la testa contro qualcosa, ma per avere la certezza sulle cause della morte bisognerà aspettare l'autopsia.
Incolpava il padre del suo stato mentale. La vittima è un operaio pensionato, vedovo. Il figlio lavora invece come commesso in un centro commerciale a Giussano e soffrirebbe di problemi psichici per i quali è stato più volte ricoverato all'ospedale di Desio (Milano). Secondo gli inquirenti l'uomo si era convinto che il padre, fosse responsabile del suo grave stato, e da tempo covava un forte rancore contro di lui. Una rabbia che spesso sfociava in violente liti. A rendere pesante l'atmosfera in famiglia anche la morte della madre, avvenuta due anni fa, che aveva accresciuto ancora di più la distanza tra figlio e genitore.
Il litigio poi le urla di aiuto. L'assassinio si è consumato nella sala da pranzo, dove è stato trovato molto sangue, ma poi il corpo, con la testa fracassata, è stato trascinato in bagno e gettato nella vasca piena d'acqua. A chiamare i carabinieri sono stati alcuni vicini di casa che hanno sentito rumore e poi le invocazioni d'aiuto del padre. L'omicidio sarebbe stato compiuto a mani nude, dopo una serata trascorsa litigando.
L'arresto. Quando i militari sono arrivati sul pianerottolo del quinto piano del palazzo il figlio non ha aperto la porta e ha acceso una radio a tutto volume. I carabineri, per entrare, hanno dovuto sfondare l'ingresso con l'aiuto dei vigili del fuoco. Lui era seduto, attonito, e non ha opposto resistenza. E' stato trovato nel carcere di Monza, accusato di omicidio volontario in attesa delle disposizioni del magistrato Stefania Di Tullio.
I vicini: tragedia annunciata. Da anni Marco Castelli era in cura in un centro psico-sociale di Cesano Maderno. E più volte il padre aveva chiesto agli agenti della polizia locale che suo figlio fosse affidato a una struttura protetta perchè lui non era più in grado di curarlo da solo. «È una tragedia annunciata - racconta una vicina di casa che abita nel condominio di via Matteotti -. Ormai quasi ogni giorno sentivamo arrivare dall'appartamento dei Castelli urla molto forti. Ma questa notte le grida sono state così efferate che abbiamo subito capito che non era il solito litigio».

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