16.6.09

Milano - Mistero in fondo al lago dei pescatori: trovato uomo morto

Mistero a Bareggio, in provincia di Milano. Alle due della scorsa notte è stato rinvenuto un cadavere nel laghetto artificiale di una cava. Si tratta di un uomo italiano di 46 anni, di cui per ora non sono state rese note le generalità. Sarà il medico legale ad accertare le cause del decesso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Abbiategrasso, che conducono l'indagine insieme con il gruppo investigativo dei carabinieri di Milano.

Per ora tutte le piste restano aperte. Da una prima analisi del cadavere risultano dei graffi sul corpo e non è escluso che siano successivi alla morte provocati forse da sporgenze del fondo. Non risultano ferite da arma da taglio o da fuoco, ma gli inquirenti privilegiano l'ipotesi che parla di omicidio. L'allarme è scattato la notte scorsa, quando il 112 ha ricevuto la telefonata di qualcuno che parlava di un uomo che chiedeva aiuto all'interno della recinzione in cui si trova il lago. Un lago frequentato dai pescatori della zona.

12.6.09

Napoli - Cadavere carbonizzato in una scarpata.

NAPOLI, 12 GIU -Il cadavere di un uomo carbonizzato e' stato trovato, nel Napoletano, in una scarpata nei pressi della Ss 268,all'altezza di Sant'Anastasia. L'uomo - di circa 35-40 anni - risulta colpito da cinque colpi di pistola. Sul posto non sono stati trovati documenti d'identita'. Sul fatto indagano i carabinieri. (ANSA.it).

11.6.09

Mazzorbo - 24enne fulminato durante ristrutturazione.

VENEZIA (11 giugno) - Folgorato nella stessa casa dove un anno fa era morto d’infarto il padre. La tragedia ieri pomeriggio a Mazzorbo: Mirko Simoncin, 24 anni, stava togliendo con una pompa idraulica l’acqua da una fossa settica quando è stato colpito da una scarica elettrica.
Il giovane, residente a Ca’ Savio ma domiciliato a Mazzorbo, stava ristrutturando la propria abitazione. Al momento della tragedia, c’era solo un operaio che stava facendo alcuni lavori di sbancamento terra nelle vicinanze della casa di Simoncin. Secondo una prima ricostruzione il giovane sarebbe caduto accidentalmente nella vasca mentre stava armeggiando con una pompa elettrica. Immediata e letale la scarica che l’ha colpito.
Inutili i soccorsi prestati prima dall’operaio che si trovava nelle vicinanze e poi dei medici del 118 che hanno provato a rianimare il giovane praticandogli un massaggio cardiaco per oltre trenta minuti, ma per Simoncin non c’è stato nulla da fare.
Disperata la fidanzata di Simoncin che, accortasi della tragedia, ha chiesto aiuto ad alcune persone che passavano da quelle parti in barca. Sul posto è poi arrivata la mamma di Simone: «Era serena - raccontano alcuni testimoni - nessuno aveva il coraggio di dirle cos’era successo». Nella stessa abitazione, un anno fa, era morto di infarto il padre di Simoncin.
Sull’incidente che ha stroncato la vita del ventiquattrenne è stata aperta un’inchiesta condotta dal pubblico ministero, Stefano Ancilotto. (gazzettino.it)

Alessandria - Donna incinta si getta dal balcone.

ALESSANDRIA (10 giugno) - Una donna incinta di sei mesi si è uccisa lanciandosi dal balcone di casa, uccidendo così anche il bimbo che portava in grembo. E' successo oggi a Pontecurone, nella zona di Tortona (Alessandria). La donna, di 43 anni, era da sola nel suo appartamento al secondo piano di una palazzina. I soccorritori del servizio 118 l'hanno portata subito in ospedale, ma l'intervento dei sanitari si è rivelato inutile. Il figlio è morto nell'impatto al suolo. Sembra che la donna, sposata da un anno con un immigrato marocchino, soffrisse di crisi depressive. (ilmessaggero.it)

10.6.09

Sant'Angelo di Piove di Sacco - Massacrato con 30 badilate in faccia.

PADOVA (9 giugno) - Ucciso con una trentina di badilate in faccia. Massacrato. Fiorindo Grigoletto, agricoltore sessantaseienne di Sant’Angelo di Piove di Sacco, un paesino della provincia di Padova che si estende verso il mare, è stato trovato morto da un conoscente ieri alle 15.20 (ora esatta in cui sono stati chiamati i carabinieri), davanti alla porta d’ingresso della sua casa in via Caselle 80/a.
Probabilmente era stato ammazzato almeno ventiquattr’ore prima, ossia nel primo pomeriggio di domenica. I militari dell’Arma, coordinati dal comandante del reparto operativo, colonnello Antonio Rizzi, hanno trovato Grigoletto sotto a un telo e a delle frasche, seminudo. Addosso aveva solo le mutande. Sotto il corpo c'erano i suoi vestiti, pantaloni e maglietta usati per i lavoro sui campi, niente scarpe. Tutt’attorno al cadavere, molte tracce di sangue. Sostanza ematica che è stata rinvenuta anche, grazie a un veloce sopralluogo del medico legale Massimo Montisci, all’interno dell’abitazione dell'agricoltore. Un segno che per gli inquirenti potrebbe avere un duplice significato: che la colluttazione tra Grigoletto e il suo assassino è cominciata nella casa di campagna, oppure che chi lo ha ucciso è entrato per pulirsi mani e abiti dalle macchie di sangue.
Una cosa è certa: non è stato un agguato, i due si conoscevano e hanno cominciato a litigare. L’assassino poi, prima di scappare, ha chiuso dall’esterno la porta d’ingresso dell’abitazione di Grigoletto. I carabinieri con la squadra scientifica hanno subito trovato il badile con cui è stato massacrato il volto del sessantaseienne, quindi hanno raccolto campioni di sangue sia sul cortile e sia all’interno della casa. Hanno anche esaminato in più riprese la Fiat Bravo di proprietà di Grigoletto.
Sulla scena del crimine sono stati per oltre quattro ore, insieme alla titolare delle indagini, il pubblico ministero Silvia Scamurra. I militari dell’Arma, oltre ad avere portato in caserma l’uomo che ha scoperto il corpo senza vita del contadino, hanno ascoltato per diverse ore alcuni vicini di casa della vittima. Tutte le persone che da anni conoscevano e avevano stretti rapporti con Grigoletto. Il movente però è ancora avvolto nel mistero: gli inquirenti nelle prossime ore continueranno ad indagare nella vita privata dell’agricoltore.
Intanto l’abitazione di via Caselle è stata messa sotto sequestro e questa mattina i carabinieri della scientifica entreranno nella casa per analizzare con più precisione parte della scena del crimine e le macchie di sangue. Fiorindo Grigoletto, ora in pensione, aveva sempre lavorato sui campi. A Sant’Angelo aveva la cognata e un nipote; vent’anni fa era stato sposato, ma dell’ex moglie sembra avesse perso ogni traccia. «Viveva in modo molto frugale - ha ricordato la cognata - Mangiava pane e formaggio e si accontentava di poco. Una persona così semplice e legata ai valori tradizionali non l’ho mai conosciuta in vita mia. A volte veniva da me per chiedere qualche consiglio su come smacchiare un vestito o una tenda. Sono allibita da ciò che è successo».
La notizia della tragica morte di Fiorindo Grigoletto si è sparsa a macchia d’olio sia a Sant’Angelo che a Piovega. Ed è arrivata all’orecchio del sindaco Romano Boischio. «Quando accadono fatti del genere dispiace e non ci sono parole per commentare – afferma il primo cittadino -. L’importante è adesso capire esattamente cosa sia avvenuto. Io ho solo saputo che è morto, non conosco i particolari della vicenda. Era una persona molto conosciuta, si vedeva in giro e so che era un grande amante della campagna e del lavoro».
Tutti in paese lo ricordano come una brava persona e un grande lavoratore, ma chi gli ha sferrato trenta badilate sul volto per lui provava evidentemente un odio feroce. (ilgazzettino.it)

Valeggio sul Mincio - Uccide la madre a coltellate, ferisce il padre e si dà alla fuga. Preso.

VERONA, 10 GIU - Un uomo di 40 anni ha ucciso la madre con alcune coltellate e ferito il padre, che aveva tentato di difenderla, nel veronese. L'uomo ha poi chiamato il 112 ed e' stato arrestato. La tragedia e' avvenuta nell'abitazione dove l'uomo viveva con la madre di 71 anni e il padre di 73, a Valeggio sul Mincio. Per cause sconosciute, ha sferrato 4 coltellate contro la madre, poi ha colpito anche il padre. La donna e' morta, il coniuge e' ricoverato in gravi condizioni. (ansa.it)

9.6.09

Palermo - Bimba muore cadendo dal quarto piano.

PALERMO (8 giugno) - Tragedia nella tarda serata di ieri a Palermo, dove una bambina di 4 anni, Sofia Chiavetta è morta cadendo da una finestra del quarto piano dell'Hotel San Paolo di via Messina Marine mentre c'era una festa per una prima comunione. La bimba sembra che stesse giocando con un gruppo di coetanei negli ascensori dell'albergo.
Giocava con gli amichetti negli ascensori dell'hotel. All'improvviso Sofia si sarebbe persa e si sarebbe trovata da sola al quarto piano, dopo che si era infilata nel montacarichi al 14° piano. Così, impaurita avrebbe aperto una finestra cadendo nel vuoto da un'altezza di oltre venti metri. Sono stati gli altri bambini che non vedevano più Sofia a dare l'allarme. Ma per la piccola non c'era più niente da fare, dopo un volo da 20 metri.
Genitori indagati per omicidio colposo. La madre era scesa in strada a cercare la figlia e da sotto l'ha vista precipitare dalla finestra, Sofia era figlia unica. I genitori come atto dovuto saranno iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo per l'omesso controllo della bambina.
Direttore hotel: immagini agghiaccianti «Una tragedia tremenda voluta da un destino che pare ineluttabile». È ancora sotto shock Marcello Pizzuto, direttore dell'hotel San Paolo Palace dopo aver visionato le immagini delle videocamere di sorveglianza piazzate lungo i corridoi che hanno ripreso gli ultimi istanti di vita della piccola Sofia Chiavetta. «Sono fotogrammi agghiaccianti», dice. «Si vede la bimba che esce dall'ascensore e si ritrova sola al piano. Ha paura, chiama, ma la zona a quell'ora era vuota. Allora, in preda al panico tira a terra un portacenere e la macchina per pulire le scarpe. Poi imbocca un corridoio, torna indietro. Apre diverse porte - una che dà su un magazzino-. Poi va verso l'ascensore che si apre per un istante. Solo che la bimba non fa in tempo a salirci perchè qualcuno lo chiama da un altro piano». Sofia, allora, sempre più impaurita si infila in un corridoio. Ai lati ci sono le porte delle stanze, lei lo percorre tutto. Davanti a sè ha l'uscita di sicurezza, a sinistra una porta che potrebbe essere la sua salvezza: dà sulle scale. La piccola, però, non sa leggere, spinge il maniglione e si trova su un ballatoio di circa 3 metri quadrati. Avrebbe ancora una chance: a sinistra c'è un'uscita d'emergenza che porta alle scale di sicurezza. «Era tutto buio - ricostruisce il direttore (le immagini si fermano a quel punto n.d.r.) - non si è resa conto che aveva una possibilità. È andata dritta verso il muretto di un metro e 20 che circonda il ballatoio aperto e, probabilmente, ha fatto forza sulle mani si è aggrappata, ha perso l'equilibrio ed è volata giù». «È come se davvero il suo destino fosse segnato - conclude - Nonostante le ripetute vie d'uscita incontrate è andata dritta verso la fine». (ilmessaggero.it)

Milano - Guerra delle gang latino americane. Un morto e due feriti.

MILANO (7 giugno) - Un ecuadoriano di 26 anni, David Stenio Betancourt Noboa, è stato ucciso a coltellate stamani all'alba a Milano in un'aggressione legata alla rivalità fra gang latinoamericane. Ferite altre due persone.
L'aggressione. Il delitto all'uscita da un locale in via Brembo, il Thini, un ristorante-discoteca. Un gruppo di una decina di persone, tra italiani e sudamericani, i New York, sono stati aggrediti. Secondo le testimonianze gli aggressori sarebbero i Chicago che avrebbero bersagliato i rivali con sassi e cocci di bottiglia prima di tirar fuori i coltelli.
L'ipotesi è che l'agguato finito nel sangue sia dovuto a rivalità, forse per il controllo del territorio o forse per una ritorsione per qualche sgarro, tra le due gang latinoamericane.
La vittima è stata colpita, non si sa ancora se con un coltello o un cacciavite, alla schiena, al fianco e all'addome, sotto lo sterno. Quest'ultimo sarebbe stato il colpo mortale. I due feriti, anche loro ecuadoriani, Andres M., 21 anni, regolare e senza precedenti, e Carlos A., 22 anni, con precedenti per lesioni e rissa, accoltellato alla schiena.
La cognata: volevano uccidere un altro. «Volevano uccidere un altro al quale l'avevano giurata da anni, uno che avevano già condannato nel 2002 e invece hanno colpito a caso e hanno preso lui». Lo ha raccontato Katy, 24 anni, una familiare della vittima. La ragazza racconta che da quando era uscito da prigione «era tranquillo, faceva il baby sitter al figlio di suo fratello per guadagnare qualcosa». I Chicago, racconta, ieri sera non vedendo la persona alla quale «l'avevano giurata, ne hanno preso uno a caso perchè pagasse per tutti». Il suo fidanzato ha raccontato di aver visto David Stenio ieri pomeriggio a Precotto in un parco dove hanno giocato a calcio e hanno bevuto qualche birra e che la vittima ieri sera non avrebbe dovuto andare in discoteca: «evidentemente ha cambiato idea. Quando l'ho saputo - ha detto il giovane - non ci potevo credere». (ilmessaggero.it)

Ferrara - Tenta di difendere una ragazza da un'aggressione. Ucciso dal fidanzato di lei.

FERRARA (7 giugno) - E' stato ucciso con una coltellata mentre cercava di difendere una ragazza che, vittima di ripetute aggressioni da parte del suo compagno, si era rifugiata in un bar. E' accaduto a Ferrara in un bar di via Foro Boario.
La vittima è Massimo Ferraresi di 34 anni, l'aggressore, arrestato dai carabinieri con l'accusa di omicidio è David Bisella, 42 anni,di Castelmassa (Rovigo), che da alcuni mesi abitava con la fidanzata in casa della giovane, poco lontano dal bar Shell dove è cominciata la lite che è sfociata nell'uccisione.
Tutto è cominciato poco dopo la mezzanotte quando la fidanzata di Bisella è entrata nel locale con i segni evidenti dell'ennesima violenza. Gli avventori del locale, una decina di persone, hanno soccorso la ragazza, parlandole per spingerla a lasciare quell'uomo violento. In quel momento è arrivato Bisella, che ha cominciato ad inveire contro gli avventori.
Ne è nata una rissa, nella quale Bisella è stato più volte colpito al volto. L'uomo si è a quel punto allontanato per tornare armato con un coltello da cucina dalla lama lunga 20 centimetri. I presenti nel bar e i conoscenti della ragazza lo hanno visto arrivare e gli sono andati incontro, ma Bisella ha colpito Ferraresi al petto, il primo a pararsi davanti a lui, affondando con forza la lama nel torace.
Bisella si è dato alla fuga, ma è stato bloccato dai carabinieri a poche centinaia di metri dal luogo del delitto. Ferraresi è morto durante il trasporto all'ospedale. Bisella durante l'interrogatorio del magistrato che conduce l'inchiesta, il Pm Filippo di Benedetto, non ha voluto rispondere ad alcuna domanda.
Testimonianze. «Qui Bisella lo conoscevano in tanti. Si sa che è una persona violenta, abituata a risolvere le questioni menando le mani» ha raccontato uno dei presenti. (ilmessaggero.it)

5.6.09

Rieti - Uomo cade e muore raccolgiendo ciliegie.

RIETI (5 giugno) - Un uomo di circa 80 anni è morto dopo essere caduto da un albero di ciliegie. Inutili i soccorsi del 118 di Rieti intervenuto sul posto, che in giornata ha dovuto operare diversi altri interventi per soccorrere persone cadute da alberi di ciliegie, la cui presenza è particolarmente diffusa in Sabina.
Grave un altro uomo di 70 anni, anche lui caduto da un albero di ciliegie a Poggio Catino. L'anziano ha riportato un trauma cranico e per questo è stato disposto il trasferimento d'urgenza con l'elicottero al Policlinico Gemelli di Roma.
Il terzo incidente si è verificato a Greccio, dove un uomo di 71 anni, scivolando da un albero di ciliegie ha riportato una frattura della spalla e del femore. L'uomo è attualmente ricoverato all'ospedale provinciale di Rieti. (ilmessaggero.it).

Bologna - ex-consulente finanziario avvolto in un telo e sepolto e in un bosco.

BOLOGNA (4 giugno) - E' stato trovato morto a Monte Busca, frazione del comune di Tredozio, sull'Alto Appennino forlivese, Silvano Azzolini, l'ex consulente finanziario rapito da incappucciati lunedì mattina a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna. Il cadavere era sotto terra, coperto da un telo, e presentava rigonfiamenti sul viso. Il medico legale ha effettuato l'esame per capire la causa della morte, dato che Azzolini era gravemente sofferente di cuore e di diabete. Le ricerche sulle montagne sono durate circa due ore.
Intanto sono stati fermati due italiani dai quali sarebbero venute le indicazioni per il ritrovamento del corpo, ma si stanno anche cercando alcuni stranieri che avrebbero partecipato in maniera attiva al rapimento. Il procuratore di Bologna, Massimiliano Serpi, a capo del pool investigativo, ha detto che uno dei fermati è il proprietario del furgone bianco usato per il rapimento, l'altro ha fornito le indicazioni decisive per il ritrovamento del cadavere sull'Appennino forlivese.
Azzolini sarebbe stato ucciso lunedì, il giorno stesso del suo sequestro avvenuto davanti allo studio tecnico per cui lavorava, ma non si conoscono la modalità. Gli inquirenti hanno spiegato che l'ipotesi di accusa su cui stanno lavorando è di omicidio volontario. Dalle indagini pare confermata l'ipotesi di un sequestro per estorcere denaro direttamente alla vittima. Decisive per la svolta della vicenda sono state le riprese di alcune telecamere che hanno permesso il ritrovamento del furgone. (ilmessaggero.it)

31.5.09

Ragusa - Uomo ucciso a colpi di bastone

Il cadavere di un uomo, senza documenti, non ancora identificato, e' stato trovato nei pressi della spiaggia di Scoglitti, nel Ragusano. Dai primi accertamenti della squadra mobile di Ragusa l'uomo, apparentemente originario di un Paese dell'Est Europa, sarebbe stato ucciso con diversi colpi di arma contundente, forse un bastone, alla testa. La Procura della Repubblica di Ragusa ha aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia che sara' eseguita domani.(ansa.it)

29.5.09

Roma - Anziana uccide a coltellate la vicina di casa.

ROMA (29 maggio) - Una lite condominiale finita in tragedia ieri sera intorno alle 22 in via dell'Archeologia in zona Tor Bella Monaca. Una giovane di 23 anni, Saba Chierigatti, è stata accoltellata da un'anziana di 79 anni che abita nel suo stesso condominio. La ragazza (secondo le prime notizie sarebbe madre di due bambini), trasportata al Policlinico Tor Vergata, è morta durante la notte. L'anziana è stata arrestata dagli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato. Liti tra le due famiglie pare fossero frequenti da tempo.
Tra le due famiglie le discussioni erano frequenti già da tempo e ieri sera un uovo marcio gettato contro la serranda della finestra dell'anziana donna, è stato l'elemento scatenante dell'ennesima discussione: la vittima, dopo una discussione con l'anziana, è stata da questa aggredita e colpita all'addome con un coltello da cucina, decedendo poco dopo all'ospedale Policlinico Tor Vergata. L'anziana donna è stata arrestata per omicidio dagli Agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile, che l'hanno condotta in Questura sottraendola alla furia dei conoscenti della vittima. (ilmessaggero.it)

Napoli - Gioco erotico finito male. Donna morta.

NAPOLI (28 maggio) - Era andata ieri pomeriggio all'ospedale per una lesione rettale. Operata è morta nella notte. Gli inquirenti credono si sia trattato di un gioco erotico finito male.
La donna, 37 anni, di Caivano, aveva raccontato alla polizia che la ferita se l'era procurata cadendo su un manico di scopa. Durante un sopralluogo nella sua, gli agenti hanno ritrovato un pezzo di manico di scopa con tracce ematiche. (ilmesaggero.it)

28.5.09

Napoli - Rumeno ucciso

Un 25enne romeno ucciso con una coltellata al cuore e un 14enne ferito da un colpo d'arma da fuoco a pochi metri e a pochi minuti di distanza. E' successo stasera a Napoli, nella stazione della Cumana. Il quattordicenne ha riportato una frattura e sara' dimesso presto. I due episodi di violenza per gli inquirenti potrebbero anche non essere affatto collegati, pur essendo stati simultanei. Il minore potrebbe essere finito per sbaglio nella traiettoria di proiettili destinati forse ad altri. (ansa.it)

Cagliari - Uccide la moglie a picconate.

CAGLIARI (27 maggio) - Una relazione extraconiugale che andava avanti da alcuni mesi tra genero e suocera acquisita: sembra proprio che sia stata questa la causa scatenante dell'omicidio di
Elisabetta Bruno, la donna di 43 anni scomparsa lo scorso 20 aprile e ritrovata sepolta ieri notte in un terreno di Settimo San Pietro di proprietà del marito Pietro Cambedda, 62 anni, arrestato a Sinnai, che ha confessato il delitto.
I particolari della vicenda sono stati illustrati dai carabinieri del comando Provinciale di Cagliari e della Stazione di Sinnai, che hanno raccolto la confessione dell'uomo al termine di un lungo interrogatorio, concluso con l'indicazione del luogo (nelle campagne del paese) dove aveva sepolto la moglie e la descrizione della dinamica dell'uxoricidio. Ora Cambedda, 62 anni falegname in pensione e sposato con la vittima da 20 anni, è rinchiuso nel carcere di Buoncammino per omicidio volontario, con le aggravanti di occultamento del cadavere e del delitto compiuto in famiglia. Denunciata per favoreggiamento, invece, la matrigna (aveva sposato in secondo nozze il padre di Elisabetta Bruno) della vittima, una donna di 54 anni originaria di Sassari.
L'omicidio sarebbe avvenuto dopo l'ennesimo litigio tra la coppia proprio a causa della relazione - nota alla moglie, ma anche nel paese - tra Cambedda e la suocera. L'uomo ha raccontato ai carabinieri di essere uscito con la moglie a fare la spesa nel vicino supermarket, ma poi i coniugi hanno deciso di andare nell'orto di famiglia. Lì la moglie avrebbe dapprima aggredito il marito verbalmente per poi passare alle mani, ha raccontato Cambedda, che avrebbe allora preso il piccone con il quale stava lavorando per sferrarlo di taglio contro la moglie, colpendola tre volte alla nuca e alla fronte. Quindi avrebbe scavato una buca per seppellire il cadavere, gettandoci dentro anche il proprio maglione sporco di sangue. Il giorno dopo ha sporto denuncia per la scomparsa della moglie, lanciando appelli con messaggi televisivi e volantini. Ma le prime versioni dell'accaduto, contrastanti, non hanno convinto i carabinieri che subito hanno diretto le indagini proprio su Cambedda, ricostruendo spostamenti e rapporti familiari. All'oscuro di tutto, ma non della relazione tra il padre e la nonna acquisita, i tre figli della coppia. (ilmessagero.it).

27.5.09

Loconia - Aratro travolge auto. Tre morti.

CANOSA DI PUGLIA - Un aratro, che era agganciato a un trattore, si e' sganciato per un impatto contro un altro mezzo e ha travolto un'automobile. Nell'incidente, avvenuto lungo la strada statale 93 tra Canosa di Puglia e la localita' di Loconia, sono morte tre persone: due fratelli romeni di 34 e 28 anni (la cui auto e' stata travolta dall'aratro) e un agricoltore canosino di 43 anni, al volante del trattore. Altre quattro persone sono rimaste ferite nell'incidente e sono ora ricoverate negli ospedali di Andria e Canosa. Le loro condizioni non sarebbero gravi. (Agr)

25.5.09

Milano - Sparatoria in periferia. Un morto.

MILANO - Far West, ieri sera a Quarto Oggiaro. I killer sono entrati in azione per colpire Franco Crisafulli, 57 anni, pregiudicato, membro di una famiglia di criminali impegnata nel settore del traffico di droga. Sparatoria violentissima con fuggi fuggi generale. Sul terreno, oltre alla vittima designata che è arrivata priva di vita all'ospedale, sono rimaste altre tre persone. Uno è in gravissime condizioni.
Franco Crisafulli fratello dei più noti Alessandro e Biagio, entrambi condannati all'ergastolo per associazione per delinquere finalizzato al traffico internazionale di stupefacenti era appena uscito di prigione. E' stato fermato per sempre da quattro colpi di arma da fuoco alcuni dei quali lo avrebbero anche colpito alla faccia.
Secondo le prime frammentarie informazioni si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. I testimoni parlano di almeno una persona che, armi in pugno, si è presentata di fronte a un bar in via Satta all'angolo con via Pascarella. Lo sconosciuto, ma probabilmente non era solo, avrebbe "sparato all'impazzata" dopo essersi affacciato sulla soglia.
Il più grave dei tre feriti, anch'egli italiano, è stato ricoverato in codice rosso al Niguarda. Quando i soccorritori sono intervenuti era già in arresto cardiaco ed è stato rianimato in extremis. Gli altri due, un italiano e un albanese, sono stati trasportati in codice giallo agli ospedali Sacco e S.Carlo. Il primo è stato colpito a un braccio, il secondo a una gamba.
Il clan Crisafulli, stabilitosi a Quarto Oggiaro dagli anni '70-'80, si era reso protagonista di diversi omicidi e traffici proibiti. Il clan era stato smantellato da un'importante operazione anti droga denominata 'Terra bruciata' nel 1994.
La cosca mafiosa dei Crisafulli operava da anni nel quartiere di Quarto Oggiaro. Dodici membri dell'organizzazione, dopo un processo iniziato nell'ottobre 2003, furono condannati a pene varie nel luglio del 2006 per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e al traffico di stupefacenti.
Nel dicembre dello stesso anno, nel parco delle Groane, nell'hinterland a nord di Milano, venne ritrovato il cadavere di un malvivente ucciso nel 1991, Vincenzo Morelli, che era entrato in conflitto con l'organizzazione capeggiata dai fratelli Alessandro e Biagio Crisafulli. Per quell'omicidio erano stati condannate nel 2001 nove persone, tra cui i due Crisafulli.
Nel dicembre 2006 un altro pregiudicato, Giovanni Costantino, 48 anni, venne ferito a colpi di pistola all'uscita di una pizzeria di Quarto Oggiaro. Costantino era stato coinvolto in una parte di un'operazione dei carabinieri condotta nel 1994 contro il clan.
Nell'aprile del 2006 era stato catturato in Spagna Marco del Vento, considerato il referente economico-finanziario dell'organizzazione mafiosa. E nel mese di novembre la direzione investigativa antimafia aveva sequestrato beni per 4,5 milioni di euro a personaggi operanti in Lombardia sempre per conto del clan di Biagio Crisafulli, detenuto in regime di massima sicurezza dalla seconda metà degli anni '90 nel carcere torinese delle Vallette.

Scandiano - 15enne muore in piscina.

REGGIO EMILIA - Un quindicenne originario del Marocco è morto, probabilmente per un malore, mentre nuotava in una piscina pubblica a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Y.H., residente ad Arceto, si è tuffato intorno alle 16 ma poco dopo si è sentito male. Un bagnino è immediatamente intervenuto e sono stati chiamati i soccorsi, ma inutilmente. Secondo le prime ipotesi il ragazzino, che frequentava la terza media, potrebbe essere stato vittima di una congestione. Nella piscina "L'Azzurra" c'erano anche altri bagnanti, oltre agli amici di Y.H. Alcuni non hanno lasciato la vasca, continuando a restare immersi durante le operazioni di soccorso a bordo piscina e nonostante gli inviti dei responsabili della struttura a uscire dall'acqua. (corriere.it).

22.5.09

Treviso - Crisi. Due suicidi in due giorni.

TREVISO - Un dirigente d'azienda di 43 anni di Villorba (Treviso) si è ucciso giovedì gettandosi contro un convoglio ferroviario in viaggio sulla linea Venezia - Bassano del Grappa, a Castello di Godego, in provincia di Treviso. L'uomo, dirigente di un'azienda del luogo in procinto di avviare un'operazione di cassa integrazione per una parte del personale, da alcuni tempi era incaricato di mantenere le relazioni con le organizzazioni sindacali. Il dirigente non avrebbe lasciato alcuno scritto per spiegare il suo gesto. Sull'episodio indaga la Polizia Ferroviaria.
È IL TERZO SUICIDIO DA OTTOBRE - Mercoledì, sempre nel trevigiano, si è ucciso invece il titolare di una piccola azienda del legno in forte difficoltà finanziaria a causa della crisi. L'uomo, 58 anni, si è tolto la vita impiccandosi a Fontanelle (Treviso), all'interno della ditta. Il 58enne era ossessionato dall'idea che la crisi che aveva colpito anche il suo settore di attività lo costringesse a dover lasciare a casa alcuni dei suoi otto dipendenti. La depressione per motivi familiari sommata alla crisi economica aveva gettato nel baratro anche l'imprenditore edile padovano di 60 anni che si è ucciso il 13 ottobre scorso con un colpo di pistola al petto. Era preoccupato che qualcuno, con cui aveva contratto debiti, potesse far del male ai suoi familiari. (corriere.it)

21.5.09

Napoli - Ucciso in casa, due fermi.

La polizia ha fermato a Napoli due romeni, di 24 e 14 anni, per l'omicidio, 5 giorni fa, del pensionato ucciso in casa durante una rapina. I due romeni vivevano in un campo rom vicino al grande cimitero di Poggioreale. Gli investigatori li avrebbero identificati anche grazie all'uso di un cellulare rapinato alla vittima. Salvatore D'Angelo era un pensionato di 78 anni, un tempo ambulante, il quale conduceva una vita da misantropo in un monolocale in via Marechiaro, nel quartiere di Posillipo. (ansa.it)

20.5.09

Suzzara - Imprenditore agricolo spara alla moglie e poi si toglie la vita nel giorno del 25° anniversario di matrimonio.

Un imprenditore agricolo ha sparato alla moglie a Suzzara, nel mantovano, dopo averla prima ferita in casa e poi inseguita in strada per alcune decine di metri. Raggiunta la moglie, l'uomo le ha puntato la pistola alla nuca e ha esploso un secondo colpo. Poi ha rivolto l'arma contro di sè. L'uomo è morto ieri sera, la donna è ancora in condizioni disperate.
Due colpi di pistola esplosi a bruciapelo. Una vera e propria esecuzione, perché prima di premere il grilletto per la seconda volta l'afferra per i capelli, le blocca la testa e spara. Poi rivolge l'arma verso se stesso e spara nuovamente uccidendosi. La donna è in condizioni disperate nell'ospedale di Brescia, l'ex marito è morto ieri sera.
La tragedia famigliare è avvenuta nella tarda mattinata di ieri in via Pasine a Suzzara, epilogo di una lunga serie di liti coniugali tra Vincenzo Sogliani, imprenditore agricolo di 49 anni (nella foto), e Paola Gardinazzi, di 48, che proprio martedì scorso avevano firmato la separazione. Una separazione mai accettata dall'ex che per ammazzare la moglie, dalla quale ha avuto due figli, ha scelto il giorno del 25º anniversario di matrimonio.
Il figlio maggiore della coppia entra in casa
La donna, in passato, sarebbe stata aggredita e malmenata più volte, perfino spinta giù dalle scale. Episodi denunciati ai carabinieri e che l'avevano indotta a chiedere la separazione. Che lui ha firmato una settimana fa.
Lunedì, ore undici. Sogliani è a casa della ex moglie in strada Pasine 43/1: una villetta di sua proprietà dove vivono anche i due figli, in quel momento a scuola. Improvvisamente tra i due, com'era accaduto tante altre volte, scoppia una lite che prosegue fuori in giardino. Lui ha con sé una pistola, una Beretta 22 calibro 7,65. Non ha il porto d'armi e questo induce a supporre che sia ben determinato ad usarla per un motivo ben preciso. La moglie si rende conto del pericolo. In giardino tra i due c'è una colluttazione.
I vicini che hanno soccorso la donna
La donna cerca di difendersi come può, ma viene raggiunta dal primo colpo di pistola alla testa. Benché gravemente ferita, a piedi scalzi attraversa il prato davanti a casa, raggiunge la recinzione, riesce a scavalcarla e a correre verso l'abitazione della vicina dove già altre volte aveva trovato rifugio. Ma lui la insegue, la raggiunge e la getta a terra, esplodendole a bruciapelo un altro colpo alla nuca.
A quel punto l'uomo torna a casa e nel giardino si spara un colpo alla tempia. Morirà dieci ore più tardi.
Un testimone, che abita proprio di fronte, esce in strada e verde il corpo della donna steso a terra e chiama il 118.
Un altro testimone, della stessa via, assiste addirittura al momento in cui l'uomo tenta di togliersi la vita.
Cominciano poi ad arrivare i parenti di lei: l'anziana zia, la nipote. Tutti con la voce rotta dal dolore e dalla rabbia continuano a ripetere che se l'aspettavano che qualcosa di grave sarebbe accaduto. Che lui negli ultimi tempi era diventato particolarmente violento e che la moglie sopportava le sue angherie soltanto per amore dei figli che cercava sempre di tener fuori dalle violente dispute. (gazzettadimantova.gelocal.it)

Pignola - 15enne suicida per amore.

POTENZA (20 maggio) - La delusione per la fine di un amore è stata più forte di tutto: in un sms inviato alla sorella ci sarebbe la soluzione del suicidio di un ragazzo di 15 anni - Prasanth Folliero, di origine indiana, ma adottato nel 1996 da una famiglia di Pignola (Potenza) - che stamani si è dato fuoco ed è poi caduto da una scalinata nei pressi del Grande Albergo, nel pieno centro storico di Potenza.
Poco dopo le ore 8, il ragazzo - che frequentava la IA del Liceo scientifico Galileo Galilei - è stato visto da alcune persone, che lavorano nel vicino Palazzo degli Uffici, cadere dalla scalinata con i vestiti infiammati. «Era - ha raccontato Enrico Iannini, dipendente dell'Agenzia del territorio di Potenza - una palla di fuoco. In un primo momento ho avuto l'impressione che qualcuno avesse lanciato un sacchetto dell'immondizia dopo averlo incendiato. Poi quando ho visto il ragazzo disteso sull'asfalto, ho capito cosa era successo. Ho subito chiamato il 112, ma alcuni dipendenti dell'ufficio Opere Pubbliche erano già usciti con un estintore per cercare di spegnere le fiamme». Ma non c'è stato nulla da fare.
Quando sono arrivati i Vigili del Fuoco e i sanitari del 118, il ragazzo era già morto. Il cadavere, coperto da un telo, è rimasto lì, sull'asfalto per un paio di ore. Gli agenti della Polizia scientifica (la Questura si trova a poche decine di metri dal luogo dell'incidente) hanno esaminato lo zainetto che il ragazzo ha lasciato appoggiato a un muro del Grande Albergo, su un ballatoio della scalinata. Gli investigatori stanno anche accertando se Prasanth si sia lanciato o se sia caduto dopo essersi dato fuoco. Inoltre, verifiche sono in corso su una bottiglietta di plastica trovata vicino alla scalinata: è probabile che contenesse la benzina (o altro materiale infiammabile) utilizzata per appiccare le fiamme.
Alcuni dipendenti del Grande Albergo, infatti, hanno raccontato che c'era un forte odore di benzina. I compagni di classe del ragazzo sono stati invece all'oscuro di tutto per un po', ma è bastato uno scambio di sms con gli alunni dell'Istituto commerciale Nitti (frequentato dalla sorella naturale di Prasanth, Prabalika, anche lei adottata dalla famiglia Folliero) affinché tutti sapessero. Ed ora i ragazzi della IA sono in compagnia dello psicologo dell'Asl di Potenza per cercare di trovare un perché al suicidio di Prasanth. (ilmessaggero.it)

19.5.09

Fiumara Sant'Onofrio - imprenditore precipita in un pozzo e muore.

TRAPANI (18 maggio) - Il titolare di una piccola impresa specializzata in lavori idrici, Giuseppe Sciacca, di 53 anni, è morto dopo essere precipitato stamani in un pozzo artesiano profondo 30 metri nelle campagne di Marsala, in contrada Fiumara Sant'Onofrio. Il cadavere è stato recuperato da una squadra di speleologi dei vigili del fuoco. La vittima stava lavorando alla manutenzione di una pompa di sollevamento dell'acqua, insieme al figlio e a un operaio, quando il parapetto del pozzo, realizzato con conci di tufo, ha ceduto all'improvviso.

L'agricoltore proprietario del fondo dove erano in corso i lavori, Francesco Mannina, è riuscito a salvare il figlio dell'imprenditore e l'operaio afferrandoli per le braccia; Giuseppe Sciacca è invece precipitato all'interno del pozzo. Le indagini per accertare le cause dell'incidente ed eventuali responsabilità sono condotte dai carabinieri. (ilmessagero.it).

Montagna - anziano muore cadendo dalle scale.

BOLZANO, 18 MAG - Un anziano e' morto cadendo dalle scale a Montagna, a sud di Bolzano. Lo hanno trovato i familiari, riverso sul pavimento davanti ad un garage. A nulla e' valso l'immediato intervento dei sanitari della Croce bianca: quando sono giunti sul posto per l'uomo, ormai, non v'era piu' nulla da fare. (ANSA.it).

15.5.09

Imperia - Bimbo muore. era coperto di lividi.

Imperia — Troppi lividi su quel cor po senza vita e troppe contraddizioni nella storia che la madre, una giovanissi ma lettone, ha raccontato alla polizia di Imperia durante un interrogatorio di ore. Sulla morte improvvisa di un bambi no di 17 mesi gravano molti sospetti.
È successo ieri a Imperia, poco dopo le sei di sera: una chiamata un po’ confu sa di una giovane donna al 118: «Il mio bambino sta male». Sullo sfondo si sen tono altre voci, di più persone, concita te. Qualcosa sembra da subito poco chia ra e il 118 allerta la polizia. Nella casa di via Costamagna interviene la Croce Ros sa, trova la madre, ventenne, e il convi vente, un commerciante di Imperia (ha un negozio di vernici) che, però, non è il padre del piccolo.
Il bimbo è nato in Let tonia da una precedente relazione della giovane. La situazione appare gravissi ma: il bambino è esanime, con gli occhi sbarrati, rigido, respira a stento. Biso gna intervenire sul posto, i medici lo in tubano e tentano un massaggio cardiaco mentre lo trasportano all’ospedale. Ci ar riva agonizzante: spirerà dopo poco. «È caduto» dice la madre, poi si cor regge, stava male da qualche giorno, ma non sa spiegare i lividi sul corpo. L’inter­vento dei sanitari per effettuare il mas saggio cardiaco è stato energico, potreb be aver lasciato qualche segno su un’epi­dermide delicata come quella di un bim bo piccolo. Loro, però, avrebbero detto alla polizia che i segni erano visibili pri ma del massaggio. La Procura ha seque strato la cartella clinica del bambino e di sposto l’autopsia. Gli agenti hanno senti to i vicini di casa della coppia, molto ri servata, per ricostruire le ore precedenti alla tragedia. A notte, la madre del picco lo e il convivente erano trattenuti in Que stura. (Erika Dellacasa per corriere.it).

14.5.09

Oschiri - Cade dal ponteggio e muore.

Oschiri - Lo ha visto precipitare, ha sentito un urlo spaventoso, poi il rumore dello schianto al suolo. Il suo collega è morto così, dopo un volo di nove metri. Lui - unico testimone - è sotto choc. Ma dovrà raccontare ancora e ancora quegli attimi terribili. Per cercare di ricostruire la tragedia, per far capire come sia potuto scivolare dal ponteggio il suo compagno di lavoro Angelo Nurchis, 46 anni, di Sassari ma residente a Uri. Che lascia la moglie e due figlie.
Sono le 16,30 di ieri. A Oschiri, come ogni giorno, i dipendenti della ditta Tecnoimpianti srl di Sassari, sono impegnati nel cantiere di via XXIV maggio, nella parte alta del paese, dove si sta realizzando, per conto del Comune, il nuovo teatro civico. La giornata lavorativa è quasi finita, manca soltanto mezzora prima di tornare verso casa. Angelo Nurchis, carpentiere d’esperienza, è fermo nella parte più alta di un ponteggio, a circa nove metri, sotto il quale c’è il vuoto. Gli altri colleghi sono distanti, tranne uno. Che si trova poco più su, sul tetto della struttura. Una distrazione improvvisa, forse un piede messo male, forse un movimento brusco per raccogliere il palanchino che gli stava cadendo dalle mani o per acchiappare il casco scivolato via dalla testa: è tutto ancora da accertare. Mentre è sicuro che sia stata una caduta accidentale. Angelo Nurchis ha visto la morte in faccia, ha gridato prima che tutto si spegnesse.
E nessuno ha potuto fare niente. Nemmeno i medici del 118, chiamati e intervenuti subito. Anche l’operaio che si trovava a pochi passi da lui, non ha avuto il tempo di capire che cosa stesse accadendo. Ha visto il suo amico volare giù. In un istante. E lo ha visto morire.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Oschiri, poi gli uomini del nucleo operativo di Ozieri che, in caserma, hanno cominciato a interrogare gli operai, i titolari dell’impresa e tutti coloro che potessero fornire informazioni utili. Dalla Asl di Olbia sono giunti gli ispettori dello Spresal, Miuccio Demontis e Domenico Lombardi. Sono stati incaricati dal magistrato di fare chiarezza, di svolgere le indagini per capire se il cantiere fosse a norma: hanno controllato ogni piccolo angolo, sono saliti sul tetto, si sono fatti consegnare tutta la documentazione relativa alla sicurezza. E appena avranno un quadro chiaro, consegneranno il loro rapporto.
I carabinieri stanno lavorando sodo: ieri pomeriggio hanno sentito, uno a uno, tutti gli operai della ditta e continueranno a raccogliere informazioni in queste ore. Anche loro devono stabilire se ci sono violazioni, se ci sono eventuali responsabilità.
Quando sono passate le 19, la salma viene portata via. Mentre di fronte al cantiere continuano a fermarsi decine di persone: prima si avvicinano incuriosite, perché non sanno che cosa sia successo, poi si allontanano impietrite. Gli occhi di tutti sono concentrati su quel ponteggio, dal quale Angelo Nurchis è caduto. Due metri sotto la passerella più alta, c’è il suo casco: è rivolto verso l’a lto su una striscia di tetto vecchio ancora da rifare. Attorno il vuoto e, sotto, un terreno ripulito proprio in questi giorni. Ed è lì che la vita di Angelo Nurchis si è spezzata. (lanuovasardegna.geocal.it)

Orsara - Giovane donna incinta muore in ambulanza.

FOGGIA, 13 MAG - Una donna di 26 anni, al sesto mese di gravidanza, e' morta mentre veniva portata in ambulanza da Orsara di Puglia in ospedale a Foggia. Il 118 era stato chiamato dopo che la giovane aveva accusato un malore. I medici non sono riusciti a salvare il bambino. La Procura della Repubblica ha disposto l'autopsia per accertare le cause del decesso. (ANSA).

San Cataldo - Donna si dà fuoco.

CALTANISSETTA, 13 MAG - Una donna di 50 anni, casalinga, di San Cataldo, si e' data fuoco stamani nel sottoscala di casa, nel quartiere Santa Germana. La donna e' morta per le gravissime ustioni provocate dalle fiamme. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la donna si e' cosparsa di alcol e quindi ha appiccato il fuoco. Il corpo semicarbonizzato e' stato trovato da un familiare. In passato la casalinga aveva gia' tentato il suicidio. (ANSA) .

13.5.09

Palermo - Folle colpisce a martellate passeggeri alla stazione, 2 feriti gravi

Un gesto incomprensibile. Un uomo, probabilmente un folle, è entrato all'interno della stazione centrale di Palermo e, armato di un grosso martello e ha sferrato micidiali colpi ad alcuni passeggeri in attesa. L'aggressore, che si chiama Fabio Conti-Tozzo è stato arrestato per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. Inseguito e bloccato da un cittadino extracomunitario, testimone della terribile scena, è stato poi consegnato agli agenti della polizia ferroviaria.
Tra i colpiti una coppia di anziani. Il più grave dei due feriti è il marito l'uomo, Antonino Raccuglia, di 70 anni, trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale Civico per essere sottoposto a una Tac. Il paziente è in coma farmacologico ed è intubato. Le sue condizioni sono definite critiche dai medici. La donna, Marianna Ruvolo, di 67 anni, si trova nel pronto soccorso dell'ospedale Civico. Ha riportato ferite lacero contuse alla testa ed è in prognosi riservata, anche se non sarebbe in pericolo di vita.
L'aggressore, un uomo alto circa due metri e molto robusto, è stato ascoltato poi dagli inquirenti, ma non avrebbe saputo dare una spiegazione a quanto accaduto. Anzi, continua a delirare. Alla domanda sul perchè del folle gesto, avrebbe alzato le spalle e detto «Volevo installare il digitale terrestre...». Anche secondo il Questore, Alessandro Marangoni, si tratta di uno «squilibrato». (corriere.it)

12.5.09

Lecce - 15enne si impiccca perché i genitori non la fanno uscire.

LECCE (12 maggio) – Un'uscita con gli amici negata. Il rifiuto di accompagnare i genitori ad una cerimonia volendo stare invece con i propri compagni ha fatto scattare la punizione: allora resti a casa e lei, 15 anni, non ha retto e si è tolta la vita, impiccandosi con un lenzuolo. È successo nella provincia di Lecce e sul posto sono intervenuti i carabinieri di Campi Salentina. Da una prima ricostruzione degli investigatori, la giovane, che frequentava un istituto magistrale, si sarebbe tolta la vita perchè i genitori le avevano impedito di uscire, domenica scorsa, con gli amici. Dai primi accertamenti è infatti emerso che la ragazza non aveva voluto andare a un battesimo insieme ai suoi perchè preferiva vedersi con degli amici, a quel punto i genitori le avevano detto che se non avesse partecipato al battesimo sarebbe dovuta rimanere a casa. La ragazza aveva deciso di restare a casa e, al ritorno, i genitori l'hanno trovata morta. (ilmessaggero.it)

Napoli - Freddato davanti al bar.

NAPOLI, 11 MAG - Un uomo e' stato ucciso in un agguato avvenuto nel pomeriggio in via Vergini, nel centro antico di Napoli. Si tratta di Mariano Bacio Terracino, 53 anni, gia' noto alle forze dell'ordine. Sul posto sono giunte alcune pattuglie dei carabinieri. La vittima si stava trattenendo dinanzi ad un bar della zona quando e' stato raggiunto da uno sconosciuto che ha sparato un solo colpo al capo. L'assassino poi si e' allontanato velocemente lungo le strade del quartiere. (ansa.it)

Urbino - Uomo muore in fila. I turisti lo fotografano.

URBINO — Un cadavere in piazza, sotto il sole delle 11. Turisti ordinatamente in fila per visitare la mostra di Raffaello a Palazzo Ducale. Gruppi di bambini che si avvicinano festosamente al Duomo per celebrare le comunioni. Mani pietose hanno appena coperto con un lenzuolo bianco quel corpo senza vita, crollato a terra pochi minuti prima, forse per un infarto, forse per un ictus. Dal gruppo dei turisti, all'improvviso, parte un flash, poi un altro ancora. Qualcuno se ne accorge, ma sul momento non capisce. Non ci sono Raffaello da immortalare, è ancora troppo presto. Poi tutto diventa assurdamente chiaro: è il cadavere il bersaglio di quegli improvvisati paparazzi del macabro. Curiosità horror.
«Ma che fate, smettetela! — urla un vigile urbano —. Vi sembra questo uno spettacolo da riprendere?». La mostra di Raffaello, a Palazzo Ducale, ha aperto i battenti da poco più di un mese e ha già superato le 50 mila presenze. Racconta il Raffaello giovanile: 20 dipinti e 19 disegni originali provenienti dal Louvre, dal Prado, dagli Uffizi, da mezzo mondo. Una scorpacciata d'arte per gli amanti della foto. Basta avere la pazienza di staccare il biglietto d'ingresso. E invece no: quel corpo che all'improvviso crolla a terra, senza un gemito, come se gli avessero di colpo staccato la spina, diventa l'immagine più ambita. Raffaello può aspettare. Il morto è un uomo di 77 anni, arrivato da Reggio Emilia assieme a un gruppo di amici: crolla a terra, mentre, in fila con gli altri, sta aspettando che il capo comitiva acquisti i biglietti. Arriva il 118. Ma c'è poco da fare.
Una pattuglia dei vigili urbani, racconta il Resto del Carlino, nota l'agitazione, si ferma e prende in consegna il cadavere. Lo coprono con un lenzuolo, convinti che nell'arco di pochi minuti arriverà il carro funebre. E invece il tempo passa. Dieci, venti, quaranta minuti. Che si dilatano enormemente in quella situazione. Con i turisti in coda, alcuni dei quali proprio non ce la fanno a staccare gli occhi da quel lenzuolo bianco. E un gruppo di ragazzini, preceduto da gridolini di festa, che dal fondo della piazza si dirige verso il Duomo per le prime comunioni. Un contrasto doloroso. I vigili riparano il corpo con un pannello. Ma non basta. Qualcuno scatta foto. A ripetizione. «Basta, si vergogni!» gridano gli agenti. Poi parte un altro. Gli agenti cambiano atteggiamento, si fanno truci. E allora i flash si fermano. La coda si ricompone. Tutti da Raffaello. Tanto la foto-trofeo è un'altra. (corriere.it).

11.5.09

Verona - Corpo di donna trovato sull'argine dell'Adige.

VERONA (10 maggio) - Il corpo di donna di carnagione chiara è stato trovato stamane sull'argine del fiume Adige nei pressi dell'ospedale di Legnaro (Verona). A scoprire il corpo, nudo, in mezzo all'erba, è stato un uomo che stava passeggiando con il cane. Gli investigatori non escludono che possa trattarsi di un omicidio. Sul corpo, in avanzato stato di decomposizione, verrà effettuata l'autopsia. I carabinieri stanno vagliando le denunce di persone scomparse ed indagando anche nel mondo della prostituzione per dare un nome al cadavere. (ilmessagero.it)

Torino - Cade ultraleggero. Due morti.

TORINO (10 maggio) - Due persone sono morte in un ultraleggero precipitato nel fiume Sesia, al confine tra le province di Novara e Vercelli. Dei corpi delle due persone a bordo uno è stato immediatamente recuperato, l'altro è stato ritrovato sul fondo del fiume, sotto la carcassa del velivolo, dai sommozzatori dei vigili del fuoco. L'incidente si è verificato sulla sponda sinistra del fiume, nella zona di Prato Sesia.
Tranciati cavi alta tensione. L'ultraleggero biposto, è precipitato verso la sponda che ricade nel territorio novarese. L'abitacolo è stato sommerso da due metri d'acqua. Il velivolo ha sorvolato una villetta in cima a un colle, ha urtato i tralicci dell'alta tensione (la coppia che abita nella casa ha riferito di aver visto «una grande fiammata») ed è piombato nel Sesia. L'interruzione della corrente elettrica ha lasciato senza energia la maggior parte delle abitazioni di Prato Sesia.
Le vittime erano a bordo di un paramotore, una sorta di ultraleggero simile a un elicottero, ed erano decollati dal campo volo di Casaleggio, frazione di Novara. Il pilota del velivolo era il milanese Moreno Donna: aveva il brevetto da tre anni ed era considerato un esperto. La seconda vittima, di cui non si conoscono ancora le generalità, è una donna. (ilmessaggero.it)

9.5.09

Firenze - Giovane coppia trovata morta

I cadaveri di due giovani italiani, un ragazzo di 27 anni e una ragazza di 22, sono stati scoperti in un bosco di Bagno a Ripoli (Firenze). I corpi sono stati trovati da un motociclista che stava facendo del fuoristrada. Entrambi i corpi, che presenterebbero ferite di arma da taglio, sono stati rinvenuti in località Fonte Santa, nella zona di San Donato, nel comune di Bagno a Ripoli (Firenze).
Dalle prime notizie sembra che l'ipotesi più probabile sia quella di un caso di omicidio-suicidio. Le due vittime, entrambe di Bagno a Ripoli, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avevano una relazione sentimentale, che avevano interrotto. Il ragazzo venerdì sera, sul tardi, sarebbe andato a prendere la ex nel tentativo di riappacificarsi e di riprendere la relazione. In base a una prima ricostruzione il 27enne ha colpito la giovane con un coltello da macellaio alla gola, uccidendola. Poi ha rivolto la stessa arma contro di sè, sempre alla gola e si è tolto la vita. Il fatto è accaduto in un campo vicino alla zona di residenza dei due (Corriere.it)

Costa - Muore falciando l'erba.

ROVIGO, 9 MAG - Un giovane di 19 anni e' morto fulminato mentre stava falciando il prato di casa. E' successo a Costa, paesino a pochi chilometri da Rovigo. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri per ricostruire la dinamica dell'accaduto. Si tratta di capire se il giovane sia morto per il malfunzionamento della falciatrice, ora sotto sequestro, o se per aver tagliato, inavvertitamente, un cavo elettrico. (ansa.it).

Mantova - Uscì di strada e morì l'amico. L'accusa è omicidio volontario.

Si profila l'accusa di omicidio volontario per Federico Segala, il ragazzo non ancora 24enne di Bigarello che si schiantò in auto sul lungolago Mincio provocando la morte dell'amico Matteo Panza. L'indicazione è contenuta nella relazione sull'incidente del 29 marzo, che ieri mattina i carabinieri hanno depositato in Procura.
Correre oltre i limiti e il buon senso, che su un asfalto bagnato com'era imponeva prudenza (a maggior ragione in un tratto di strada affollato e in cui i pedoni attraversano di continuo), e farlo sotto l'effetto di cocaina e amfetamine: per i militari significa accettare consapevolmente il rischio di uccidere. E sfidarlo. «Omicidio volontario con dolo eventuale», si legge nelle loro conclusioni che ora sono al vaglio dei pm.
Dalle analisi eseguite in ospedale è emerso che il ragazzo alla guida era positivo al test sugli stupefacenti. Nel suo sangue c'erano tracce di cocaina e amfetamine. Per l'amico non c'erano speranze. Matteo Panza, 22 anni, di Borgoforte, è morto a distanza di cinque giorni dallo schianto, cinque giorni di coma profondo nella rianimazione di Brescia. La ragazza ha riportato fratture. (gazzettadimantova.gelocal.it).

Torino - Commesso del tribunale si impicca.

TORINO (8 maggio) - Un commesso del Tribunale di Torino si è impiccato negli uffici dei giudici di pace, in viale dei Mughetti. L'uomo, 42 anni, Giuseppe B., non ha lasciato messaggi.
Prima del gesto aveva avuto un diverbio per motivi professionali. Si tratta del secondo caso di suicidio nella stessa palazzina. Negli ultimi tempi, secondo fonti sindacali, all'interno della struttura dei giudici di pace sono in atto incontri per migliorare le condizioni di lavoro.
Per uccidersi, poco dopo le 14.30 in un archivio al piano interrato, ha utilizzato un filo della luce. Lascia due figli piccoli. Da tutti era conosciuto con il nome di Pino.
Si tratta del secondo caso nella stessa palazzina: nel febbraio del 2007 si era sparato un colpo di pistola alla tempia un giudice di pace, Francesco Sibilla, che era stato rimosso dal suo incarico dal Csm dopo un parere del Consiglio giudiziario del Piemonte. (ilmessaggero.it).

Fogliano - Parroco va a benedire la casa e muore.

REGGIO EMILIA, 8 MAG - Un parroco di 72 anni di Reggio Emilia e' morto cadendo dalle scale di un'abitazione dove si era recato per una benedizione. Il religioso era parroco da 34 anni nella chiesa periferica di Fogliano, intitolata a San Colombano Abate. Stava dedicando il pomeriggio alle rituali benedizioni quando , forse per un malore, lungo le scale di un'abitazione e' scivolato ruzzolando e battendo violentemente il capo contro i gradini. (Ansa.it)

7.5.09

Belcastro - Anziana rapinata e uccisa.

CATANZARO - Una donna di 82 anni, Teresa Gualtieri, è stata trovata morta stamani nella sua abitazione, nel centro di Belcastro, un centro dell'entroterra catanzarese, forse deceduta durante un tentativo di furto. La casa è stata trovata a soqquadro e la donna presentava contusioni alla testa e ad un braccio. A chiamare i carabinieri sono stati i vicini di casa che hanno trovato la porta dell'abitazione della donna spalancata.
Teresa Gualtieri viveva in un'abitazione nel centro del paese insieme al marito invalido. L'uomo era nella camera da letto, al primo piano dell'abitazione, mentre la donna era al piano terra. L'uomo, per colpa delle sue condizioni, non è stato in grado di fornire alcuna indicazione su quanto accaduto. (repubblica.it)

Napoli - Bimbo di due anni muore cadendo dal trattore del padre.

NAPOLI (7 maggio) - Tragedia in una contrada di Castelvetere sul Calore, in provincia di Avellino: una bambina di due anni è morta cadendo da un trattore. La piccola era a bordo del trattore guidato dal padre che stava rientrando dal lavoro nei campi, poco distante da casa, quando una delle portiere del trattore si è aperta e la bambina è caduta fuori dall'abitacolo battendo violentemente la testa sull'asfalto. Il padre si è immediatamente fermato, ha preso in braccio la bambina ormai priva di conoscenza e si è diretto a casa per cercare soccorso.
I genitori hanno chiamato immediatamente i carabinieri ed il personale del 118: giunti subito sul posto non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Il trattore è stato posto sotto sequestro, mentre la salma della bambina è stata portata all'ospedale per i successivi accertamenti autoptici. Le indagini sono condotte in collaborazione con i magistrati della Procura di Avellino, coordinati dal Procuratore capo Mario Aristide Romano. (ilmessaggero.it).

Torino - Coppia di anziani muore in una vasca.

TORINO (7 maggio) - Sono tragicamente morti annegati nella vasca della raccolta delle acque. I corpi di Alfredo Gerlero, 78 anni, e Caterina Salvai, 75 sono stati recuperati dai vigili del fuoco in una vasca di cinque metri per cinque, profonda altri cinque nelle campagne di Bricherasio, nel pinerolese. L'allarme è stato dato dai figli preoccupati per la loro assenza. Alle due vittime si è arrivati scoprendo gli indumenti della coppia che galleggiavano nella vasca. L'uomo aveva difficoltà a camminare e si aiutava appoggiandosi a un bastone, che è stato trovato nei pressi della vasca. (ilmessaggero.it).

6.5.09

Rimini - Finanziere uccide moglie e suocera. Poi si spara.

RIMINI (5 maggio) - Un maresciallo della guardia di finanza di 35 anni, Cosimo Celeste, nativo dell'Aquila e in forza al Comando provinciale di Rimini ha ucciso la moglie, Svetoana Neizvestva, ucraina di 32, la madre della donna, 60, e quindi si è suicidato. L'episodio è avvenuto verosimilmente ieri pomeriggio nella frazione di Corpolò, nel Comune di Rimini, nella casa della coppia.
Una testimone ha riferito alla squadra mobile di aver udito alcuni colpi di pistola ieri pomeriggio. L'uomo ha usato l'arma di ordinanza per sparare un colpo alla testa della moglie e alla madre. La donna era da un mese in Italia ospite della figlia e del marito. Dopo aver ucciso le due donne il maresciallo ha rivolto l'arma verso di sè e ha fatto fuoco togliendosi la vita.
I tre cadaveri sono stati trovati riversi sul letto della abitazione dove è entrata questa mattina la squadra mobile grazie ai vigili del fuoco che hanno sfondato la porta. I colleghi del maresciallo hanno detto che l'uomo aveva avuto finora un comportamento irreprensibile e comunque si sono insospettiti della sua mancanza dal lavoro e hanno avvisato le forze dell'ordine. (ilmessaggero.it)

4.5.09

Perugia - Lite tra rom, zio e nipote travolti e uccisi da un camper.

PERUGIA (3 maggio) - Una lite fra due famiglie nomadi e un bambino rom di 14 anni e lo zio morti, travolti da un camper. E' successo ieri sera nella zona industriale di Ponte San Giovanni, alla periferia di Perugia.
Due arresti. L'uomo alla guida del camper, in fuga da ieri sera insieme ad altri nomadi, è stato bloccato a Vicenza questa mattina verso le 10.30 ed è stato arrestato con l'accusa di omicidio. In seguito è stato arrestato anche un altro rom, che viaggiava però con un camper diverso da quello che ha investito i tre nomadi. L'uomo è stato bloccato in mattinata dalla polizia in una zona boschiva di Arzignano, un comune a una ventina di chilometri da Vicenza. Era stato fermato mentre si trovava da solo, a piedi, all'interno di un bosco, dopo che aveva parcheggiato in paese il suo camper, un Ducato chiaro con targa belga che era stato localizzato dai carabinieri la notte scorsa intorno alle 4 ad Arzignano, nei pressi di un hotel.
La lite. Cinque famiglie rom originarie della Serbia stavano cenando su alcuni camper. Poi è scoppiata la lite per futili motivi. Prima sono stati tirati fuori dei coltelli, poi una delle famiglie è stata investita con un camper. Il ragazzino, Nico Nicolic, è morto un'ora dopo mentre lo zio, 34 anni, è deceduto nel corso della notte. La madre di Nico è ricoverata nell'ospedale di Perugia con vari traumi. (il messaggero.it).

Milano - Agguato alle porte di Milano, padre e figlio uccisi con dieci colpi di arma da fuoco.

MILANO (4 maggio) - Si è trattato di un vero e proprio agguato quello avvenuto stamani, poco dopo le 9 a Rho, comune alle porte di Milano, in cui sono morti padre e figlio. Quest'ultimo, da pochi giorni, aveva finito di scontare gli arresti domiciliari per una rapina all'autogrill di Pero, avvenuta nel novembre 2008.
Francesco Catapano, idraulico in pensione di 71 anni, e Umberto, 37 anni, lavori saltuari, precedenti penali per rapina ed estorsione, erano originari di Taranto, ma da oltre 10 anni risiedevano in via Arbe a Milano. Oggi non risponde nessuno alla porta: abbaia solo il pitbull, lasciato a casa, mentre la vedova è dai carabinieri di Rho, che conducono le indagini. Il pm che segue il caso è Francesco Caiani.
Secondo una prima ricostruzione, che è ancora oggetto di verifica, i due uomini transitavano a bordo del loro Mercedes in via Parri, quando sono stati avvicinati da un altro veicolo con a bordo alcune persone. I Catapano hanno cercato una via di fuga, svoltando in un parcheggio all'inizio di via Aldo Moro, salvo rendersi conto che non aveva uscita. La Mercedes è stata così bloccata e i killer hanno scaricato contro otto colpi, che hanno colpito mortalmente il figlio Umberto, che era alla guida, e ferito in modo grave il padre Francesco.
Non ci sono testimoni oculari dell'agguato: solo dopo che i killer erano fuggiti, uno studente, che passava di lì in bicicletta, ha visto l'auto crivellata dai colpi e i corpi delle due vittime. Subito sono stati chiamati i carabinieri e il 118: quando l'anziano è stato soccorso, era ancora vivo, ed è stato trasportato all'ospedale di Rho, dove è però spirato poco dopo. (ilmessaggero.it).

Frosinone - Bambino trovato morto su una panchina.

FROSINONE - Era steso sulle gambe della madre, morto. Un bambino di un anno e mezzo è stato trovato poco dopo le 4 di lunedì pomeriggio privo di vita dal personale del 118 arrivato in via del Carbonaro, nel centro storico di Sgurgola, nel frusinate. A notare la scena alcuni passanti che hanno allertato il 118 e le forze dell'ordine. Il piccolo, di origine marocchina, era privo di vita. Il personale sanitario ha trovato la donna in stato di choc.
SOFFRIVA DI CRISI EPILETTICHE - Il piccolo è stato immediatamente trasferito al pronto soccorso di Anagni dove è arrivato privo di vita. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia di Anagni ed al momento non sono chiare le cause del decesso, anche se l'ipotesi più probabile è quella del malore. La donna si è accorta che il piccolo si sentiva male e ha chiesto aiuto in un bar. Il piccolo, a quanto si apprende sarebbe stato soggetto a crisi epilettiche. Sul posto è immediatamente accorsa un'ambulanza del 118 di Anagni. Gli operatori hanno provato a fare un massaggio cardiaco ma, per il piccolo, ormai cianotico, non c'era più nulla da fare. Il suo corpo è stato trasportato in ospedale ad Anagni e del caso se ne stanno occupando i carabinieri della stazione di Sgurgola. (corriere.it).

3.5.09

Perugia - 14enne rom ucciso da un'auto dopo una lite.

PERUGIA (3 maggio) - Una lite fra due famiglie nomadi e un bambino rom di 14 anni morto, travolto da un'autovettura. E' successo ieri sera nella zona industriale di Ponte San Giovanni, alla periferia di Perugia.
Secondo la Squadra mobile le due famiglie avevano cenato insieme. Poi è scoppiata una lite seguita dall'investimento. Travolti anche i genitori del bambino che sono in gravi condizioni. Il padre è stato operato nell'ospedaledi Santa Maria della Misericordia. Interrogante diverse persone. (ilmessaggero.it)

30.4.09

Trento - Peruviano ucciso ai giardini

Un peruviano e' stato ucciso a bastonate nei giardini di piazza Dante a Trento. Il presunto responsabile, un marocchino, e' stato arrestato. Il corpo di Miguel Angel Cajo Ramirez, 36 anni senza fissa dimora, era semisommerso nel laghetto dei cigni. Secondo la polizia e' stato spinto in acqua dopo essere stato colpito alla testa da un ramo spezzato da un marocchino di 29 anni, irregolare in Italia, Hamid El Hasnaoui. All'origine dell'omicidio pare ci sia una lite a causa di una donna. (ANSA)

29.4.09

Mestre - Auto della polizia contro un albero. Morto un agente.

MESTRE (28 aprile) - Un agente della Questura di Venezia è morto e un altro è rimasto gravemente ferito dopo essere finiti contro un albero con la vettura di servizio, a Mestre. La vittima si chiamava Antonino Copia, 27 anni, originario della Sicilia, che era alla guida dell'auto; ferito gravemente il collega, un ispettore capo capo di 43 anni. L'incidente è avvenuto la scorsa notte.
Copia aveva appena iniziato il proprio turno di servizio con orario 0-7 sulla volante 10 insieme all’Ispettore capo S.S., suo capo pattuglia. Poco dopo essere usciti dalla sede della Questura lagunare, la volante è stata inviata con la massima urgenza in via Forte Marghera a Mestre, in ausilio di un’altra volante, per persone sospette fuggite all’intimazione dell’alt.
Attivati i segnali acustici e visivi, la pattuglia ha percorso il ponte della Libertà, superando anche alcuni automobilisti. Alla fine del rettilineo, a causa della pioggia battente che cadeva in zona, l’autovettura ha perso aderenza (probabilmente per il fenomeno dell'aquaplaning), sbandando verso sinistra; qui si è scontrata dapprima con un contenitore per i rifiuti e successivamente con un albero. Per l’agente Copia non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo per le gravissime lesioni interne riportate. L’Ispettore invece, gravemente ferito, è stato soccorso dal personale sanitario giunto poco dopo sul posto, anche grazie alle immediate chiamate degli automobilisti in transito.
L'intervento del personale medico Suem ha salvato la vita all’Ispettore. Quest’ultimo si trova ricoverato in prognosi riservata presso il reparto di rianimazione dell’ospedale di Mestre, ma al momento non in pericolo di vita.

Cavarzere - Auto sbanda e finisce nell'Adige. Marito e moglie morti.

VENEZIA (23 aprile) - Due coniugi sono rimasti vittime oggi di un incidente stradale a Cavarzere: la loro auto, una Fiat Grande Punto, ha sbandato e, per cause ancora da accertare, è finita dentro il fiume Adige. Nessuna speranza per i due, a nulla sono valsi i soccorsi. I coniugi erano di origine veneta ma risiedevano ad Orbassano (Torino). Franco Poletto, 70 anni, era originario di Caorle mentre Gina Cavallaro, era nata a Loreo (Rovigo). (ilgazzettino.it)

Milano - donna trovata in auto con la testa fracassata.

MILANO (29 aprile) - La testa fracassata, addosso solo una maglietta e le mutandine bianche, un braccio a coprire il volto: è stata trovata così, ieri sera, una donna in un'auto parcheggiata in una strada trafficata alla periferia di Milano. La scoperta è stata fatta da un passante poco dopo le 19. Secondo la polizia la vittima, di circa 60 anni, potrebbe essere stata uccisa con un oggetto, un corpo contundente. Nell'abitacolo della macchina, una Hyundai Accent azzurra, c'era molto sangue.
La vettura era ferma su un lato di viale Sarca, in direzione di Sesto San Giovanni. L'automobile è intestata a una vedova, che non è ancora stata rintracciata e non è escluso che possa essere la stessa vittima. Il corpo, riverso sui sedili anteriori con la testa verso lo sportello del passeggero, è stato notato da un uomo che, entrato nel ristorante “La Bicocca” dall'altra parte della strada, ha chiesto di chiamare un'ambulanza.
Le Volanti sono giunte sul posto intorno alle 20. La Hyundai era chiusa dall'interno e si è dovuto attendere l'arrivo della Scientifica e l'allestimento di un gazebo intorno prima di aprirla: la pioggia battente caduta su Milano per tutta la serata rischiava infatti di inquinare le tracce nell'abitacolo. (ilmessagero.it)

28.4.09

San Giacomo degli Schiavoni - Fuori strada con l'auto. Muore.

San Giacomo degli Schiavoni - È morto mentre tornava a casa. Costanzo Traglia, 66 anni, stava percorrendo la provinciale che collega San Giacomo a Guglionesi quando improvvisamente la sua Punto è uscita fuori strada. L’auto dopo aver sbandato per alcuni metri è finita in un campo proseguendo la sua corsa per quasi un chilometro fino a quando si è fermata con uno schianto contro una quercia.

A lanciare l'allarme è stato un ragazzo che in quel momento stava percorrendo la stessa strada. Quando i sanitari del 118 e della Misericordia di Termoli sono arrivati sul posto per l'uomo non c’era già più nulla da fare. Dalle prime ricostruzioni ad uccidere l'anziano sarebbe stato un arresto cardiaco. Il portabagagli dell'auto era carico di pietre che nell'impatto si sono sparpagliate nell'abitacolo. Secondo i carabinieri di Guglionesi arrivati sul posto, probabilmente Costanzo le aveva caricate poco prima e forse è stato proprio quello sforzo a procurargli il malore.

Per estrarre il corpo dalla punto è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. La notizia del tragico incidente è arrivata subito sia a Guglionesi, dove il 66 enne risiedeva, che a San Giacomo degli Schiavoni dove era molto conosciuto perchè aveva lavorato per anni come direttore delle poste. Una persona stimata e amata anche per la sua passione per la poesia, in tanti lo conoscevano per i suoi versi scritti nel dialetto del luogo. Costanzo Traglia lascia la moglie Graziella e il figlio Michele. La sua salma è stata trasportata all'obitorio di Guglionesi in attesa dei funerali. (ilgiornalemolise.it)

Cuneo - Ubriaco al volante uccide madre di 5 figli.

CUNEO (26 aprile) - Ubriaco al volante, ha investito l'auto su cui viaggiava una donna di 53 anni che è morta sul colpo. È accaduto oggi tra Boves e Peveragno, in provincia di Cuneo. A.V., il giovane di 19 anni che ha causato l'incidente mortale, è stato arrestato dai carabinieri.
Il ragazzo, secondo gli accertamenti a cui è stato sottoposto in ospedale, si è messo alla guida della sua Seat Ibiza sotto l'effetto di un micidiale cocktail di droga e di alcol. L'incidente è avvenuto intorno alle 6 di domenica. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri, il giovane avrebbe investito la vettura su cui viaggiava Caterina Marchesano.
La donna, madre di cinque figli uno dei quali ancora minorenne, si stava recando al lavoro, in una casa di riposo della zona dove era impiegata come operatrice socio sanitaria. Sul posto, insieme ai carabinieri, sono intervenuti i vigili del fuoco e il 118, ma per la Marchesano non c'è stato nulla da fare. Lievi, invece, le ferite riportate da A.V., che sono state giudicate guaribili in una decina di giorni. (ilmessaggero.it)

Frosinone - Ricercato per omicidio si getta tra le auto in corsa.

FROSINONE - Era ricercato per l'assassinio della fidanzata uccisa a Tito in provincia di Potenza nel tardo pomeriggio di lunedì. L'uomo di trentadue anni, investito ed ucciso lunedì sera al chilometro 657 corsia nord dell'A1, potrebbe essere l'autore dell'efferato delitto a colpi di coltello avvenuto in Basilicata. La Mercedes Classe A sulla quale viaggiava era, infatti, ricercata dai carabinieri.
LA DINAMICA - L'uomo lunedì sera poco dopo le dieci ha dapprima tamponato un mezzo pesante, poi è sceso e in stato confusionale mentre l'autista del tir cercava di calmarlo, si è gettato tra le corsie finendo colpito dapprima da una Fiat Punto e poi travolto da una bisarca che lo ha trascinato per oltre cento metri. Una fine orribile, cercata e della quale fino a notte fonda non si è trovata spiegazione. Il tutto è stato chiarito quando gli agenti della sottosezione A1 della Polizia Stradale di Casssino verificando i dati del giovane si sono resi conto che era ricercato dai carabinieri di Potenza perché sospettato di aver ucciso la fidanzata. Sull'investimento sta indagando la Procura della Repubblica di Cassino.
L'OMICIDIO - L'uomo era stato denunciato in stato di irreperibilità per l'omicidio volontario di Grazia Gioviale, 18 anni, di Potenza. La ragazza è stata colpita alla gola con un attrezzo da cucina, forse un coltello, che è stato sequestrato dai militari. Il delitto è stato scoperto dal proprietario dell'appartamento, che ha avvertito le forze dell'ordine. I Carabinieri hanno interrogato fino a notte inoltrata diverse persone: grazie alle loro testimonianze hanno ricostruito il pomeriggio trascorso dalla ragazza. Gioviale sarebbe stata uccisa al culmine di una lite, forse cominciata per motivi di gelosia. (Corriere.it)

27.4.09

Brindisi - Agricoltore trovato morto, è stato ucciso

E' stato ucciso l'agricoltore di 39 anni di Erchie (Brindisi) il cui cadavere e' stato trovato ieri nelle campagne di Brindisi-Restinco. L'autopsia, disposta dal pm Casto, ha stabilito che l'uomo e' stato ucciso con un colpo di fucile alla spalla e finito con un colpo di pistola alla nuca. In un primo momento si era ipotizzato invece che la morte fosse dovuta o a un malore o a una caduta dal trattore. La vittima era ai domiciliari con permesso di andare a lavoro per un episodio estorsivo(ANSA).

26.4.09

Napoli - 17enne ucciso in un agguato con 7 colpi di pistola.

NAPOLI (25 aprile) - Un ragazzo di 17 anni, Ciro Fontanarosa, è stato ucciso la scorsa notte a Napoli in un agguato avvenuto vicino alla stazione centrale. Sul delitto c'è l'ombra della camorra, per le modalità con cui è stato portato a termine e perché forse qualche comportamento del giovane potrebbe aver dato fastidio agli uomini dei clan.
Fontanarosa stava tornando a casa con il cugino: stava salendo in auto in via Pietro Antonio Lettieri tra corso Garibaldi e via Sant'Antonio Abate, non lontano dalla Stazione centrale, quando è stato avvicinato da due sicari, giunti a bordo di uno scooter, che hanno esploso contro di lui sette colpi di pistola. I sicari, per essere sicuri che il ragazzo fose morto, lo hanno colpito anche alla nuca. Il cugino è rimasto illeso e ha chiesto aiuto. Si è trattato di un'esecuzione dalle modalità tipiche di un agguato di camorra.
Caos all'ospedale. Fontanarosa è arrivato cadavere all'ospedale Loreto Mare. Qui i medici sono stati costretti a chiudersi in corsia di fronte per l'arrivo minaccioso di numerosi parenti e amici del giovane. In 200 si sono radunati davanti al nosocomio. Ne sono seguiti momenti di forte tensione, tra chi imprecava e chi chiedeva di poter vegliare la salma. Sono dovuti intervenire polizia e carabinieri e solo dopo circa due ore è ritornata la calma.
Il ragazzo era incensurato e gli inquirenti stanno scandagliando gli ultimi periodi della sua vita ritenendo, al momento, quello di un regolamento dei conti per uno sgarro il motivo dell'omicidio. Le indagini sono rese ancora più difficili dall'assenza di testimonianze utili al momento a fare chiarezza su quanto accaduto e soprattutto a tentare di risalire agli autori dell'omicidio. Il fatto è avvenuto a pochi passi da un bar, oggi rimasto chiuso. A terra alcune birre, forse consumate nella tarda serata di ieri da chi poteva finire suo malgrado bersaglio dei colpi di pistola.
L'uccisione del padre. Antonio Fontanarosa, il padre di Ciro, morì nel corso di un tentativo di rapina a un ufficio postale nel quartiere napoletano di Secondigliano. Era la mattina del 5 gennaio del '99 quando l'uomo, 31 anni, componente di una banda del buco, sbucò da un foro praticato nel pavimento dopo aver scavato un cunicolo che lo aveva portato fino all'interno dell'ufficio.
Nei locali c'era un carabiniere che stava svolgendo alcune operazioni postali per conto dell'Arma. Il militare vide aprirsi una botola sotto i piedi di un impiegato dalla quale spuntò il rapinatore con una pistola in pugno. Il carabiniere intimò inutilmente l'alt, poì sparò uccidendo Fontanarosa. All'epoca, Ciro, la vittima di oggi, aveva 7 anni. I complici dell'uomo, all'epoca ritenuto vicino al clan Licciardi di Secondigliano, scapparono attraverso il cunicolo al cui interno furono trovati una pistola calibro 9 ed un'arma giocattolo.

Torino - Carabiniere ucciso dal treno mentre insegue malvivente.

TORINO (25 aprile) - Un vicebrigadiere dei carabinieri di 42 anni, in forza al Nucleo Radiomobile di Torino, è morto ieri sera, poco dopo le 22,30, travolto da un treno mentre inseguiva uno spacciatore di droga lungo corso Principe Oddone, tra le stazioni ferroviarie Porta Susa e Dora. Il militare, nella notte piovosa, non si è accorto dell'arrivo del treno Torino-Aosta ed è stato travolto, rimanendo ucciso sul colpo. La zona è nota per essere frequentata da molti pusher. Sul luogo della tragedia fiori e una bandiera italiana, portati dai cittadini del quartiere che oggi si sono riuniti in preghiera lungo i binari.
In quello stesso tratto di binari, a novembre i carabinieri avevano messo a segno un blitz contro lo spaccio. Calandosi da un treno senza passeggeri messo a disposizione dalle Fs, i militari avevano sorpreso una quindicina di spacciatori che si nascondevano tra i binari e un cantiere.
La vittima, Marino Ferraro, carabiniere da quando aveva 19 anni, era tornato in servizio di pattuglia dopo un periodo trascorso negli uffici. Originario di Millesimo, in provincia di Savona, Ferraro lascia la moglie Loredana e i figli, Eleonora e Stefano, di 17 e 13 anni. La camera ardente è stata allestita al cimitero Parco di Torino Sud, mentre i funerali funerali verranno celebrati lunedì, a San Maurizio Canavese, dove viveva con la famiglia. «Era uno di quegli uomini che si distinguono sempre per l'impegno - dice il colonnello Antonio De Vita, comandante provinciale dei carabinieri - lo testimonia l'azione che ha compiuto ieri sera e che gli è costata la vita».
Il mondo politico si è unito alla famiglia in un abbraccio simbolico. Numerosi i messaggi di cordoglio: da quelli dei ministri dell'Interno e della Difesa, Roberto Maroni e Ignazio La Russa, a quello del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.
Il precedente. Quattro anni fa, lungo la stessa linea, era morto così Francesco Salerno, 34 anni, un finanziere della compagnia di Torino. Anche lui inseguiva un gruppo di spacciatori. Uno di loro, arrestato in Spagna, sarà processato la prossima estate.

25.4.09

Varese - Croato ucciso per una lite, finito a colpi di piccone. Arrestati due italiani.

VARESE - Una lite, poi spunta un coltello e per Dean Catin, 17enne di origine croata, non c'è stato nulla da fare. È stato accoltellato più volte e poi finito a colpi di piccone da due amici italiani, Andrea B. di 18 anni e Jacopo M. di 20 anni.
LA CONFESSIONE - Nella loro confessione emerge il racconto di un delitto cruento: decine le coltellate inferte all'amico e più di uno i colpi vibrati al capo con un piccone per finirlo. Una sequenza «da film dell'horror» per gli agenti della Squadra Mobile di Varese. I tre amici passano la serata insieme in un bar, poi vanno via insieme a bordo dell'auto di Jacopo. È nel viaggio di ritorno a casa che nasce un litigio: il 20enne afferra un coltello che aveva in auto e colpisce il 17enne. Lui scappa, ma la fuga è breve. Viene raggiunto, sbattuto contro la ringhiera di un'abitazione, colpito con più coltellate. Nulla ferma la furia del ragazzo: le urla e le invocazioni d'aiuto restano inascoltate. Dean prova a fuggire ancora ma viene accoltellato ancora, questa volta alla schiena. Il 20enne chiede all'amico di aiutarlo per metterlo in macchina e fare sparire il corpo. Per Jacopo non c'è posto più sicuro che il giardino di casa. Quando scaricano il corpo dell'amico, però, si accorgono che ansima e respira a fatica: a colpi di piccone finiscono Dean. Avvolgono il corpo nel cellophane, poi scavano una buca profonda non più di 50 centimetri. Sopra ci mettono dei fiori: non un gesto di pietà, ma un modo per giustificare il terreno mosso.
L'ALLARME - Gli inquirenti non hanno usato mezzi termini: «Contro la vittima usata inaudita ferocia». La ricostruzione è ricca di particolari quella che forniscono i due amici ora rinchiusi nel carcere di Varese, con l'accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. È la denucia della madre di Dean a far scattare le indagini. poi, una telefonata anonima al 113 rafforza l'ipotesi che qualcosa di terribile sia accaduto: «Dean è morto», è la sola frase pronunciata dall'interlocutore alla polizia. Nell'auto del 20enne, già lavata per cancellare ogni traccia, è stato trovato anche del sangue della vittima. Un elemento in più per un quadro probatorio che non lascia dubbi. Per i due assassini, disoccupati e già noti per spaccio di droga, si sono aperte le porte del carcere. In casa dei due sono state trovate alcune decine di grammi di hascisc e un bilancino di precisione. E il movente della lite sarebbe proprio quello di rancori nel mondo del piccolo spaccio di droga.

24.4.09

Sassari - Trovato in fin di vita, muore in ospedale

La morte di Costanzo Pintus, manovale di 46 anni, è avvolta nel mistero. L'uomo è stato trovato in fin di vita in una palazzina di via Arborea, nel centro storico di Sassari: il decesso in ospedale
Lo hanno trovato la notte di giovedì, in fin di vita in una palazzina di via Arborea, nel centro storico di Sassari. Nella sua abitazione hanno lavorato per ore gli uomini della sezione omicidi. Il sostituto procuratore Maria Grazia Genoese vuole chiarire ogni aspetto di una morte misteriosa. Per adesso non sembrano esserci elementi che possano ricondurre a un omicidio. L'uomo potrebbe essere stato colto da malore e avere battuto la testa su un gradino. (L'Unione Sarda)

23.4.09

Roma - Spari in uno studio legale: due morti.

ROMA, 23 APR - Due persone sono morte e un'altra e' rimasta ferita in una sparatoria avvenuta in uno studio legale a Ladispoli (Roma). Uno dei morti e' l'avvocato Francesco Terracciano, il ferito e' il figlio Marco, delegato del sindaco ai rapporti con un consorzio. Il giovane e' stato colpito da tre colpi d'arma da fuoco, e' in gravi condizioni ed e' stato trasferito in eliambulanza nell'ospedale San Camillo a Roma.

Genova - uccide perché gli cadono adosso delle briciole di pane.

GENOVA (23 aprile) - Un po' di briciole di pane, che gli erano state fatte cadere addosso da un altro cliente che si era alzato dal tavolo di un ristorante durante la partita Italia-Spagna, avevano scatenato le ire di Giuseppe Brancato che aspettò fuori dal locale l'uomo per un regolamento di conti. La lite finì in tragedia con l'uccisione di Tino Pisano. Ora l'impresario Giuseppe Brancato è stato condannato a trent'anni di reclusione, mentre dieci anni e otto mesi è la pena assegnata al figlio Luca, anche lui imputato per l'omicidio avvenuto lo scorso giugno nel quartiere popolare di Begato, nella periferia di Genova.
La sentenza è stata pronunciata dal giudice Adriana Petri, al termine del processo che si è svolto con rito ordinario. Il pubblico ministero, Massimo Terrile, aveva chiesto 18 anni per il padre e 10 per il figlio. I due hanno ascoltato la sentenza senza mai tradire alcuna emozione. «È una sentenza sbagliata - ha detto l'avvocato difensore Andrea Vernazza - perchè considera l'aggravante dei futili motivi. Sono fiducioso che la Corte d'Assise d'Appello la modificherà perchè i futili motivi non ci sono. Le botte, ricevute dal mio cliente dentro il locale, non sono considerate futili motivi dalle sentenze della Cassazione».
Giuseppe Brancato, 41 anni, si fece portare dal figlio l'auto e la pistola e affrontò il rivale, uccidendolo. Quindi fuggì. Fu arrestato qualche giorno dopo a Riesi (Caltanissetta), di cui era originario.

22.4.09

Napoli - Omicidio di Pasquetta: giovane si costituisce

Si e' costituito in Questura un giovane presunto responsabile dell'omicidio avvenuto a Pasquetta a Napoli durante una lite per una ragazza. Negli uffici della Mobile e' in corso l'interrogatorio da parte del pm. La vittima aveva cercato di fare da paciere tra un altro giovane, suo amico, che aveva rivolto un complimento a una ragazza e il presunto omicida, fidanzato della donna. A provocare la morte una coltellata inferta all'arteria femorale. (ANSA)

21.4.09

Roma - Boss freddato con kalashnikov e fucile a pallettoni.

ROMA (21 aprile) - Franco Romito, ritenuto dagli investigatori al vertice della mafia del Gargano, e il suo autista Giuseppe Trotta sono stati freddati in un agguato vicino a Manfredonia, in provincia di Foggia.
L'uomo era legato alla famiglia Libergolis che per oltre 30 anni è stata in guerra in una faida con la famiglia dei Primosa-Alfieri, che ha causato più di 35 morti e alcune lupare bianche. Dai Libergolis, Franco Romito si era poi allontanato.
Lo scorso anno era stato scarcerato dopo aver scontato una condanna di quattro anni per armi. Venne ascoltato - sempre nel 2008 - come teste nel processo «Quasimodo» a 19 imputati apricenesi e del Gargano accusati a vario titolo di duplice omicidio, occultamento di cadaveri, mafia, traffici di droga, estorsioni, armi e furto. In quella occasione Romito testimoniò contro i Libergolis.
Giuseppe Trotta, l'altra vittima dell'agguato, secondo quanto accertato dagli investigatori, era l'autista di Romito. I due uomini stavano viaggiando a bordo di una Chrysler Voyager guidata da Trotta. Si trovavano in viale degli Eucalipti e stavano andando verso il maneggio e la pista dei go-kart di proprietà di Romito. Sarebbero stati affiancati da un auto proveniente nel senso opposto di marcia dalla quale hanno cominciato a sparare.
Secondo quanto accertato dagli agenti del commissariato di polizia di Manfredonia, coordinati dal pm Bafundi, sarebbero tre le armi utilizzate per uccidere Romito e Trotta. Sul luogo del duplice delitto sono stati trovati una quindicina di bossoli di mitragliatrice (gli investigatori stanno verificando se si possa trattare di bossoli di kalashnikov) e cinque o sei bossoli di fucile a pallettoni.

20.4.09

Milano - Uccide il padre durante una lite.

MILANO (20 aprile) - Ucciso da una profonda ferita dietro alla testa. E' morto così Sergio Castelli, 63 anni, dopo una violenta lite con il figlio scoppiata alle tre di notte nel loro appartamento a Meda, in Brianza, in via Matteotti.
Il figlio, Marco Castelli, 33 anni, è stato arrestato dai carabinieri che lo hanno descritto come un giovane dall'equilibrio psichico instabile e fragilissimo, e che soffriva molto per questa sua debolezza.
Ucciso con un colpo alla testa. I militari, chiamati dai vicini, hanno trovato il corpo della vittima nella vasca da bagno. Gli inquirenti ipotizzano che il figlio gli abbia sbattuto la testa contro qualcosa, ma per avere la certezza sulle cause della morte bisognerà aspettare l'autopsia.
Incolpava il padre del suo stato mentale. La vittima è un operaio pensionato, vedovo. Il figlio lavora invece come commesso in un centro commerciale a Giussano e soffrirebbe di problemi psichici per i quali è stato più volte ricoverato all'ospedale di Desio (Milano). Secondo gli inquirenti l'uomo si era convinto che il padre, fosse responsabile del suo grave stato, e da tempo covava un forte rancore contro di lui. Una rabbia che spesso sfociava in violente liti. A rendere pesante l'atmosfera in famiglia anche la morte della madre, avvenuta due anni fa, che aveva accresciuto ancora di più la distanza tra figlio e genitore.
Il litigio poi le urla di aiuto. L'assassinio si è consumato nella sala da pranzo, dove è stato trovato molto sangue, ma poi il corpo, con la testa fracassata, è stato trascinato in bagno e gettato nella vasca piena d'acqua. A chiamare i carabinieri sono stati alcuni vicini di casa che hanno sentito rumore e poi le invocazioni d'aiuto del padre. L'omicidio sarebbe stato compiuto a mani nude, dopo una serata trascorsa litigando.
L'arresto. Quando i militari sono arrivati sul pianerottolo del quinto piano del palazzo il figlio non ha aperto la porta e ha acceso una radio a tutto volume. I carabineri, per entrare, hanno dovuto sfondare l'ingresso con l'aiuto dei vigili del fuoco. Lui era seduto, attonito, e non ha opposto resistenza. E' stato trovato nel carcere di Monza, accusato di omicidio volontario in attesa delle disposizioni del magistrato Stefania Di Tullio.
I vicini: tragedia annunciata. Da anni Marco Castelli era in cura in un centro psico-sociale di Cesano Maderno. E più volte il padre aveva chiesto agli agenti della polizia locale che suo figlio fosse affidato a una struttura protetta perchè lui non era più in grado di curarlo da solo. «È una tragedia annunciata - racconta una vicina di casa che abita nel condominio di via Matteotti -. Ormai quasi ogni giorno sentivamo arrivare dall'appartamento dei Castelli urla molto forti. Ma questa notte le grida sono state così efferate che abbiamo subito capito che non era il solito litigio».

Reggio Emilia - Muore un ragazzo in incidente. Arrestato uomo che finge furto d'auto.

REGGIO EMILIA (20 aprile) - Un romeno di 38 anni abitante a Brescello (Reggio Emilia), Nicolaie Prisecariu, è stato arrestato per omicidio colposo aggravato dall'ubriachezza. Si sospetta che l'uomo, dopo aver provocato ieri pomeriggio un incidente stradale in cui è morto un quindicenne, sia fuggito abbandonando i feriti e la propria vettura e poi sia tornato poco dopo in bicicletta fingendo che qualcuno gli avesse rubato l'auto.
Durante l'interrogatorio della polizia stradale di Guastalla e dal pm Katia Marino, Prisecariu si è dichiarato innocente ma gli investigatori non gli hanno creduto. L'uomo si è rifiutato di sottoporsi all'alcol-test.
L'incidente. Lo scontro tra le due auto è avvenuto poco dopo le 17 a un incrocio a Poviglio, nella bassa Reggiana. La vittima è Simone Azzato, viaggiava su un'utilitaria insieme alla madre e al padre, che era alla guida. I genitori sono rimasti feriti. Simone abitava a Meletole, frequentava a Reggio Emilia l'Istituto per ragionieri. Giocava da anni tra gli allievi della Povigliese di calcio. Oltre ai genitori, lascia un fratello di 17 anni.
La dinamica dell'incidente è apparsa subito confusa. Duranti i soccorsi alla famiglia Azzato, nessuna traccia degli occupanti dell'altra auto. Poi Prisecariu ha raggiunto in bicicletta il luogo dell'incidente e alla polizia ha riferito che qualcuno, poco prima, gli aveva rubato la sua vettura. Il romeno avrebbe poi appreso telefonicamente dell'incidente dalla propria assicurazione.

Milano - Donna si getta sotto il metrò. Ferma la linea rossa.

MILANO - Linea rossa ferma da Pasteur a Pagano a causa di un suicidio. Atm attiva un servizio sostitutivo con 60 bus.
La circolazione nella linea metropolitana M1 di Milano è stata interrotta tra le stazioni di Pagano e Pasteur a causa del suicidio di una donna che si è gettata sui binari alla fermata Duomo. Non si conoscono ancora l'identità né l'età della vittima.
I BUS - La circolazione metropolitana, informa Atm, rimane interrotta tra le stazioni di Pagano e Pasteur. Atm ha attivato come di consueto le procedure per garantire il trasporto minimo. È stato attivato un servizio sostitutivo con 60 bus.

Frosinone - Rissa con omicidio

Sono stati identificati e ora sono in stato di fermo i 4 autori della rissa di ieri a Veroli in cui e' stato ucciso un albanese. Sono nel carcere di Frosinone con l'accusa di omicidio e tentato omicidio 2 uomini di 34 e 31 anni e 2 giovani di 21 e 19 anni, tutti albanesi e parenti. Ancora non e' stato reso ufficiale il movente, anche se tra le prime ipotesi fatte ieri dai carabinieri ci sarebbe un giro di prostituzione conteso. (ANSA)

18.4.09

Taranto - trovato cadavere in mare

TARANTO, 17 APR - Il cadavere di un uomo e' stato scoperto nelle acque del mar Piccolo, a Taranto, nella zona dei Cantieri Tosi. Si tratta di Giuseppe Gentile, di 35 anni, di Massafra (Taranto). Il cadavere, a quanto si e' saputo, ha una lesione alla testa. L'allarme e' stato dato da un pescatore che ha visto il corpo dell'uomo impigliato ad un palo delle cozze. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica. (ANSA).

17.4.09

Milano - Accoltella la moglie e poi si costituisce.

MILANO - Un italiano di 43 anni si è costituito alla Polizia di Milano dicendo di avere ucciso la moglie a coltellate. L'omicidio sarebbe avvenuto alle 10.30 in via Bolama 18. L'uomo, un milanese, si è costituito al commissariato di Villa San Giovanni, in viale Monza. Ancora da ricostruire la dinamica dei fatti, in cui è rimasta vittima la moglie, anche lei italiana di 43 anni. (ANSA).

16.4.09

Bari - Operaio torturato e ucciso

Appartamenti perquisiti, tabulati telefonici e agendina al setaccio. Si scava, passando al microscopio ogni possibile traccia, nella vita privata di M.B., brutalmente accoltellato e ucciso nella notte fra venerdì e sabato scorsi nel suo piccolo appartamento di via Saverio Damiani, al quartiere Stanic di Bari. I carabinieri della Compagnia San Paolo e del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Bari ieri hanno perquisito le abitazioni di due persone (iscritte così nel registro degli indagati della procura di Bari) e sono tornati sulla scena del delitto, a caccia di eventuali elementi sfuggiti sabato sera.
Da allora sono infatti al lavoro, da quando cioè il cadavere del 36 enne operaio barese è stato ritrovato da alcuni amici. Il corpo, nudo e in una pozza di sangue, era nell´ingresso dell´abitazione: sul 36 enne la rabbia assassina ha infierito con 53 coltellate, una trentina delle quali solo alla gola. Altri tagli sarebbero invece simili a piccole linee. Una violenza esplosa poco distante dal cucinino dove, forse, è stata presa l´arma del delitto. Nel bagno, sul lavandino, è stato infatti ritrovato un normale coltello da cucina, lavato e apparentemente pulito.
Su quella lama si concentrano alcuni degli accertamenti della Sis, la Sezione investigazioni scientifiche dell´Arma, che hanno prelevato nelle stanze altri reperti. Risultati si attendono anche dagli esami tossicologici eseguiti dal dottor Roberto Gagliano Candela durante l´autopsia, disposta dal pm di turno, Patrizia Rautiis per accertare se la vittima fosse o meno lucida quando è stata aggredita. Di certo si sa che l´uomo è stato ucciso nella notte fra venerdì e sabato, dopo aver trascorso la serata fuori con un gruppo di amici. A stabilirlo sono stati gli investigatori che hanno interrogato una trentina di persone, fra parenti, amici e conoscenti della vittima: tra gli altri, anche coppie gay. Una delle piste più seguite, infatti, è che il delitto sia maturato in un contesto di tipo omosessuale. Tali infatti sono risultate alcune delle sue frequentazioni, come emergerebbe anche dai tabulati telefonici, acquisiti nell´ambito delle indagini. Una volta a casa, probabilmente, il 36enne ha fatto entrare qualcuno che conosceva bene, una o più persone che di sicuro non temeva. Sulla porta di ingresso, infatti, non c´erano segni di effrazione, anche se pare che una chiave piegata sia stata trovata nella serratura di quella di servizio. Alcuni vicini, interrogati dai carabinieri, hanno riferito di non aver sentito urla, ma solo bisbigli e rumori attutiti. Questo elemento, confortato dai risultati dell´autopsia, fa propendere per l´ipotesi che il giovane non abbia lottato per difendersi dai colpi.
Non è facile, per gli inquirenti, ricostruire la dinamica di un delitto efferato come questo, basandosi sulle tracce lasciate dall´assassino: macchie di sangue sarebbero infatti state ritrovate anche nelle altre stanze. Qualche particolare in più potrebbe arrivare dall´esame di quanto sequestrato negli appartamenti perquisiti, incluso agendine nelle quali, forse, sono riportati nomi, numeri di telefono e appuntamenti. Ieri pomeriggio si sono intanto svolti i funerali del 36enne, nella parrocchia Santa Rita, al rione Stanic. Oggi i carabinieri dovrebbero tornare nella piccola abitazione di via Saverio Damiani e raccogliere altre prove utili a ricostruire la dinamica dell´omicidio.

Roma - Lite per un parcheggio. Automobilista accoltellato.

ROMA, 15 APR - Una lite per un parcheggio e' finita in tragedia questa sera a Roma, dove un uomo di 45 anni e' stato accoltellato da un altro automobilista. L'uomo e' scappato subito dopo. E' accaduto alle 20.30 su via Costantino. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, i due erano a bordo delle loro auto con le rispettive famiglie. Hanno cominciato a contendersi un parcheggio. Sono scesi entrambi dalle auto e improvvisamente uno dei due ha accoltellato l'altro ed e' fuggito. (ANSA).

15.4.09

Firenze - Morto Vanni, l'ultimo dei "compagni di merende" di Pacciani

Mario Vanni, 81 anni, ex postino di San Casciano, detto "Torsolo", coinvolto nell'inchiesta sugli esecutori degli omicidi del mostro di Firenze, è morto lunedì 13 aprile, presso l'Ospedale di Ponte a Niccheri, a Firenze. Malato da tempo, risiedeva presso la Residenza Sanitaria Assistita "La Cupolina" di Pelago. I funerali si terranno probabilmente domani, in forma strettamente privata. Su Metropoli Day, in edicola mercoledì 15 aprile, ulteriori dettagli sulla scomparsa dell'ultimo dei "compagni di merende" rimasti in vita. Che scompare a distanza di anni dopo la morte di Mario Pacciani, detto "Il Vampa", e Giancarlo Lotti, detto "Katanga". (Metropoliweb.it).

Napoli - Ucciso a coltellate per un complimento di troppo a una ragazza

NAPOLI - Durante la lite è stato ferito a una gamba con una coltellata e il colpo ha reciso l'arteria femorale. L'emorragia è stata inarrestabile e Giovanni Tagliaferri, 21 anni, è morto poco dopo il ricovero in ospedale. È accaduto la scorsa notte, poco dopo le 24, a Napoli, tra via Cristoforo Colombo e via De Gasperi, nelle vicinanze dal porto. La morte di Tagliaferri, giovane incensurato che abitava al rione Scampia, è stato il tragico epilogo di un litigio tra due gruppi di giovani scaturito da un motivo futile, molto probabilmente un apprezzamento pesante nei confronti di una ragazza.
Secondo la ricostruzione della polizia, Tagliaferri era alla guida di una Ford in compagnia di quattro amici. Il gruppo è venuto a contatto con una comitiva composta da tre giovani e due ragazze che stavano passeggiando, forse è volata una parola di troppo e la situazione è ben presto degenerata. Tagliaferri è sceso dall'auto ed ha avuto una colluttazione con un ragazzo che ha tirato fuori un coltello e lo ha colpito a una coscia. L'emorragia è stata assai copiosa e quando il giovane è stato soccorso dai medici dell'ospedale Loreto Mare le condizioni sono apparse gravissime. Tagliaferri è deceduto poco dopo nel reparto di terapia intensiva.
Gli investigatori della squadra mobile hanno interrogato gli amici della vittima che hanno fornito una descrizione abbastanza dettagliata dell'aggressore e degli altri ragazzi della comitiva, indicando in particolare la corporatura e l'abbigliamento dell'assassino. La polizia spera di ricavare elementi utili dalla visione delle immagini riprese dalle telecamere collocate nella zona. Le indagini sono indirizzate anche negli ambienti della microcriminalità: il possesso di un coltello da parte dell'aggressore fa infatti ipotizzare l'appartenenza a gruppi della malavita locale.
Sul delitto la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti per le ipotesi di reato di omicidio volontario e detenzione di arma. La magistratura ha anche disposto l'autopsia il cui esito dovrebbe essere noto entro un paio di giorni. Dai primi esami medici è emerso che il fendente ha provocato la lesione dell'arteria femorale, un tipo di ferita che quasi sempre si rivela fatale a causa della inarrestabile perdita di sangue. (Il Messaggero).

Torino - ucciso con un colpo di pistola. Aveva vinto 500mila euro al gratta e vinci

TORINO - Si indaga a 360 gradi per capire cosa ci sia dietro l'omicidio di Osvaldo Squillace, 43 anni, di Moncalieri (Torino), pregiudicato, padre di due bambini di 7 anni e 2 mesi, freddato con un colpo di pistola 7.65 al torace, nella notte di venerdì, nel quartiere di Mirafiori. I carabinieri hanno controllato con il guanto di paraffina una decina di persone tra i conoscenti dell' uomo, ma anche tra alcuni testimoni che quella sera si trovavano nei pressi del luogo del delitto.
Squillace, entrato e uscito più volte dal carcere, era noto alle forze dell'ordine anche per una vicenda che risale all'anno scorso legata a una sua vincita al Gratta e Vinci da 500 mila euro. Aveva acquistato insieme alla sua fidanzata una manciata di tagliandi tra i quali anche quello fortunato. Poi però era fuggito per alcuni giorni facendo perdere le sue tracce e facendo alquanto inalberare la fidanzata e i parenti di lei. In seguito le cose si erano sistemate e i due erano tornati insieme e due mesi fa è nato il loro bambino.
Squillace potrebbe essere stato ucciso per vendetta da qualcuno con cui aveva tentato di fare qualche affare. La macchina sulla quale è stato trovato è della sua convivente. (Il Messaggero).

GENOVA - tunisino sgozza la moglie italiana

GENOVA - Si erano sposati due anni fa. Lui, 23 anni, tunisino. Lei, 22, italiana. Matrimonio in abito bianco con tanto di servizio fotografico. Ma l'idillio è durato poco. Lui forse era troppo geloso. Lei forse troppo bella. Liti e scenate e alla fine lei decide di andarsene. Ieri, tornata a casa per riprendere alcuni effetti personali, Lisa Molino ha trovato il marito fuori di sè e la lite è finita in tragedia: Walid Hamami l'ha uccisa, con nove coltellate al collo.
Il dramma si è consumato in un appartamento al quinto piano di un palazzo di via De Vincenzi, a Molassana, quartiere periferico della città. Erano circa le 22 quando i vicini hanno sentito urlare nelle scale. Walid stava scendendo e urlava «Ho ucciso mia moglie». Subito è stato chiamato il 113 e sul posto sono giunte le volanti. Walid era sul portone, il collo insanguinato (gli inquirenti accerteranno poi che si è ferito da solo forse per inscenare la disperazione o la difesa).
Nell'appartamento sangue un pò dappertutto. In una stanza, supino sul letto, il corpo semi svestito e senza vita di Lisa, una bella ragazza bionda e prosperosa. Nove ferite al collo, una, forse quella mortale, alla giugulare. Sulle pareti, in salotto, ancora i segni dell'unione felice: la foto del matrimonio, e un piatto in terracotta di artigianato tunisino con sopra incisa la data del matrimonio, luglio 2007. Nell'appartamento i poliziotti hanno poi sequestrato due coltelli da cucina insanguinati.
Di recente Lisa si era trasferita a casa del padre e della compagna di lui con i quali lavorava in un bar del quartiere. Quel matrimonio, secondo le testimonianze raccolte, non era stato mai visto di buon occhio dal padre della ragazza. Walid, regolare in Italia, con permesso di soggiorno, aveva infatti precedenti per spaccio e non aveva un lavoro fisso. Nell'appartamento di Via De Vincenzi la coppia si era trasferita cinque mesi fa e i vicini hanno raccontato di aver incontrato i due soltanto quando rincasavano o uscivano.
Sul posto, in serata, sono giunti il medico legale e il sostituto procuratore Francesco Pinto. Walid Hamami è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale San Martino e successivamente, su disposizione del magistrato, trasferito al reparto detenuti del nosocomio dov'è tuttora ricoverato in prognosi riservata e piantonato.
Dagli investigatori si è appreso che un provvedimento di espulsione pendeva, prima del suo matrimonio con l'italiana Lisa Molino, su Walid Hamami, il giovane tunisino di 25 anni, con precedenti per spaccio di droga. Il matrimonio risale al 14 luglio 2007, il provvedimento di espulsione ad almeno un anno prima. (Il Messaggero).

Napoli - Ucciso il re del grano

L'imprenditore Francesco Ambrosio ucciso con la moglie. Sono stati colpiti con un bastone. Ambrosio è stato stato ucciso con la moglie la scorsa notte probabilmente a colpi di bastone. Secondo un primo esame dei cadaveri, infatti, sembra che sui corpi non vi siano segni di proiettili o di coltellate. È probabile che i coniugi Ambrosio siano rimasti vittime di una rapina. La scoperta dei cadaveri è stata fatta poco prima delle ore 8 da uno dei figli della coppia. Franco Ambrosio e la moglie Sacco erano già morti. La villa, in parte in ristrutturazione, era tutta a soqquadro. Questo particolare fa ritenere agli investigatori che i coniugi Ambrosio siano rimasti vittime di una tentata rapina, ma non sono escluse altre piste. La discesa Gaiola, uno dei luoghi più incantevoli di Napoli dal quale si gode lo scenario del Golfo, è stata completamente isolata dagli agenti dell'Ufficio di prevenzione generale della questura e del commissariato di Posillipo per consentire agli investigatori di lavorare in tutta tranquillità. Ambrosio era l'ex proprietario dell'Italgrani, azienda leader negli anni '80 nel settore cerealicolo, ed era stato coinvolto in un crac da circa 1000 miliardi per il quale lo scorso anno era stato condannato a 9 anni di reclusione in primo grado. Secondo quanto si è appreso, nmon si esclude che il duplice omicidio sia l'esito di un furto.